“Come pastori del Popolo di Dio ci sentiamo profondamente sgomenti e feriti davanti alle situazioni di abuso che si verificano in diverse realtà del nostro Paese, quali famiglie, istituzioni sociali, educative, culturali e religiose. Gli abusi sessuali costituiscono un delitto e un peccato grave contro la vita e la dignità della persona, in particolare quando colpiscono i più deboli. Purtroppo, anche membri della Chiesa hanno commesso questi abusi, provocando profonde ferite nella vita delle vittime”. Lo affermano i vescovi del Venezuela, in una nota riguardante il Protocollo della Chiesa venezuelana per la prevenzione degli abusi in ambito ecclesiale, presentata durante una conferenza stampa a Caracas. Nel Paese latino-americano hanno fatto scalpore, di recente, un paio di scarcerazioni di preti che avevano commesso abusi. Nella nota i vescovi ribadiscono l’impegno “a promuovere la dignità dei bambini, degli adolescenti e delle persone vulnerabili, nonché di proteggere e offrire ambienti sicuri per il loro sviluppo integrale”. La Chiesa in Venezuela – sottolineano – “consapevole della gravità di questi fatti e secondo gli orientamenti e le norme stabilite dagli ultimi Papi, ha ricevuto, nelle diocesi, le denunce presentate”. Allo stesso tempo, sono state attivate “indagini e processi secondo la legislazione ecclesiale; e sanzionato sacerdoti e altri membri della Chiesa che hanno commesso delitti”. Nel comunicato ricordano gli impegni presi dall’episcopato venezuelano per rendere i luoghi ecclesiali “sicuri per tutti”: tra le diverse iniziative vi è la formazione degli operatori pastorali, le linee di azione contro presunti abusi commessi da preti e operatori pastorali e una Commissione di prevenzione composta da vescovi, sacerdoti, suore e fedeli laici esperti in materia. Nelle diocesi, negli istituti religiosi, nei centri educativi sono anche in via di definizione i meccanismi per ricevere le denunce. “Siamo consapevoli che si può sempre fare di più e siamo disposti a farlo in sinergia con altre istituzioni”, concludono, “nel rispetto della privacy” delle vittime.