Libertà di stampa: Lamorgese (min. Interno), “tutelarla è fondamentale per la nostra vita democratica”. Nel 2022 contro i giornalisti 44 atti intimidatori

“Tutelare la libertà di stampa è fondamentale per la nostra vita democratica. Quando viene violata a farne le spese sono non solo i giornalisti ma tutti i cittadini a cui deve essere sempre garantita una adeguata e corretta informazione”. Lo ha dichiarato il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, in occasione della Giornata mondiale della libertà di stampa e Giornata della memoria dedicata ai giornalisti uccisi da mafie e terrorismo.
La titolare del Viminale ha richiamato “l’impegno comune del ministero dell’Interno e di tutte le componenti del mondo dell’informazione per contrastare efficacemente il fenomeno degli atti intimidatori nei confronti dei giornalisti, al fianco di tutti quelli che svolgono la propria attività con coraggio e determinazione in contesti ambientali estremamente difficili nei quali il loro impegno quotidiano è essenziale per far maturare una forte coscienza civile”.
“Il prossimo 5 maggio – ha annunciato la Lamorgese – presiederò una riunione del ‘Centro di Coordinamento per le attività di monitoraggio, analisi e scambio permanente di informazioni sul fenomeno degli atti intimidatori nei confronti dei giornalisti’ appositamente dedicata all’esame del report 2021 e dei dati disponibili per il primo trimestre del 2022. L’incontro sarà l’occasione per proseguire quel confronto continuo e costante con i rappresentanti del Consiglio nazionale dell’ordine dei giornalisti e della Federazione nazionale della stampa italiana avviato dal mio insediamento e finalizzato ad individuare insieme tutte le iniziative utili a prevenire e contrastare un fenomeno inaccettabile, che oggi trova terreno particolarmente fertile sui canali social”. “In tale contesto – ha sottolineato la titolare del Viminale – è prezioso il lavoro svolto dall’Organismo permanente di supporto, istituito presso il Dipartimento di pubblica sicurezza, che, con i prefetti e le Forze di polizia, sta svolgendo un monitoraggio strutturato sui territori e sta promuovendo, insieme ai rappresentanti locali dei giornalisti, campagne ed attività di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sull’importanza di una informazione libera per la crescita democratica”.
Nel primo trimestre del 2022, informano dal Viminale, sono stati censiti 44 episodi, a fronte dei 63 registrati nell’analogo periodo del 2021. Il 27% delle intimidazioni è stato effettuato via web, nella maggior parte tramite i social network.

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