Giorno del ricordo: Acli, “memoria deve essere sottratta alle passioni di parte e diventare patrimonio comune”

“Il Giorno del ricordo, fissato per legge nel 2004 per non dimenticare la tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra, è una memoria che deve essere progressivamente sottratta alle passioni di parte per diventare oggetto di ricerca storica e di approfondimento”. Così le Acli in una nota diffusa in occasione del “Giorno del ricordo”.
“Oggi, grazie al percorso compiuto a livello istituzionale in questi anni, Italia, Slovenia e Croazia, dopo anni di tensioni, si ritrovano amiche ed alleate nel contesto dell’Unione europea, e il piccolo ‘Muro di Berlino’ che divideva Gorizia da Nova Gorica è caduto ricordando alla parte italiana e a quella slovena di essere in sostanza le due metà della stessa città tanto da essere designate come una unica ‘Capitale della cultura europea’ nel 2025”, proseguono le Acli, secondo cui “il gesto straordinario del nostro presidente Mattarella e del presidente sloveno Pahor, che due anni fa visitarono la foiba di Basovizza prendendosi per mano nel momento di raccoglimento, deve essere inteso alla luce delle parole di Mattarella, secondo cui ‘la storia non si cancella… ma possiamo farne patrimonio comune nel ricordo e nel rispetto, sviluppando collaborazione, amicizia, condivisione del futuro’”. “Come Acli – conclude la nota –, nella memoria di eventi che coinvolsero tutta l’Italia , scegliamo convintamente questa via, convinti che è l’unica possibile per la crescita della pace e della fratellanza fra i popoli”.

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