Ue: Shotter (Commissione), “integrare i giovani migranti fondamentale per il nostro piano d’azione per l’inclusione

Michael Shotter (Foto Cese)

(Bruxelles) “Integrare i giovani migranti è fondamentale per il nostro piano Ue di azione per l’integrazione e l’inclusione. Lo abbiamo visto con la guerra in Ucraina quando abbiamo dovuto trovare strategie per rendere i sistemi di istruzione nell’Ue più inclusiva” per accogliere i bambini e minori migranti. Lo ha detto il direttore per l’Asilo e l’immigrazione della Dg Affari interni della Commissione Ue, Michael Shotter, intervenendo al settimo Forum europeo sulle migrazioni (Emf) organizzato dal Comitato economico e sociale (Cese) e la Commissione europea, sul tema “L’inclusione dei giovani: la chiave per il successo dell’integrazione dei migranti”. “Al momento ci sono oltre 600mila bambini e adolescenti registrati nelle scuole europee a causa della guerra in Ucraina”, ha aggiunto Shotter. La Commissione Ue ha preparato un “vademecum per integrare i ragazzi nei sistemi scolastici e le migliori pratiche per supportare il loro apprendimento” per le scuole e gli insegnanti in tutta Europa. “La scuola è un pilastro fondamentale per l’integrazione ma lo sono anche lo sport e attività culturali”, ha detto Shotter.
La Commissione europea ha finanziato diversi progetti per l’inclusione dei minori migranti, come il fondo per l’asilo e l’integrazione per un tutoraggio per i bambini o progetti di mobilità per giovani di Paesi terzi. “I giovani devono essere al cuore del dibattito essendo l’anno Ue per la gioventù. È fondamentale per la buona riuscita dell’integrazione quando i giovani del luogo si attivano per giocare e interagire con i migranti. Bisogna vedere come l’integrazione possa avvenire in modo naturale, ad esempio nello sport”. Infine, “per colmare lacune lavorative l’economia Ue deve poter attirare e integrare giovani che vengono qui per svolgere stage e esperienze lavorative, come possiamo far conoscere queste opportunità e quali ostacoli affrontano giovani di Paesi terzi per lavorare e studiare in Europa?”, ha concluso Shotter.

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