Ucraina: S.B. Shevchuk, “durante tutto il periodo della guerra, non abbiamo sentito né dai vescovi del Patriarcato di Mosca né dal Patriarca, alcuna parola contro la guerra”

“Il dolore più profondo è quello di sentire la giustificazione cristiana della guerra russa contro l’Ucraina, vale a dire il sostegno e la sintonia perfetta della Chiesa ortodossa russa con l’ideologia del ‘mondo russo’”. Lo ha detto ieri Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, capo della Chiesa greco-cattolica ucraina, aprendo in videoconferenza l’Anno accademico della Pontificia Università San Tommaso d’Aquino. Secondo quanto si legge in un comunicato diffuso oggi, l’arcivescovo maggiore di Kiev ha detto che “il messaggio cristiano viene strumentalizzato per la finalità ideologica russa nazionalista”, secondo un approccio che “si avvicina sempre di più alla dottrina dell’Isis elaborata dallo Stato islamico”, mentre “i vertici del patriarcato di Mosca proclamano una guerra metafisica che è una guerra contro il globalismo universale, soprattutto quello occidentale e americano. Ecco perché il Santo Padre Francesco ha definito questa guerra una guerra sacrilega”. L’arcivescovo maggiore della Chiesa greco-cattolica ucraina nota anche che “durante tutto il periodo della guerra in Ucraina, purtroppo, non abbiamo sentito, da parte dei vescovi della Chiesa del Patriarcato di Mosca, né tantomeno dal Patriarca, alcuna parola contro la guerra, né le espressioni di solidarietà con, quantomeno, i propri fedeli ortodossi residenti nel nostro Paese”. Né – aggiunge Shevchuk – “abbiamo trovato alcun appello ai soldati russi ad astenersi dalla crudeltà nei confronti delle persone innocenti e a comportarsi umanamente con gli ostaggi, i feriti e la popolazione civile”. Piuttosto “abbiamo sentito la glorificazione dei crimini di guerra e della ideologia di violenza da parte dello stesso Patriarca Kirill”. Eppure – ricorda l’arcivescovo greco-cattolico –, 300 teologi ortodossi hanno condannato la guerra, e a livello ecumenico internazionale la reazione è stata di “esplicita condanna”, a partire dalle dichiarazioni del Consiglio ecumenico delle Chiese a quelle del primate della Comunione Anglicana, l’arcivescovo Justin Welby. Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk chiede infine alla comunità accademica di “studiare e di elaborare una valutazione scientifica delle cause e delle conseguenze della guerra in Ucraina, con una particolare attenzione all’ideologia del ‘mondo russo’ che sta diventando un’enorme sfida per la credibilità del messaggio cristiano e della verità oggettiva, una grave minaccia per il diritto internazionale e la convivenza pacifica fra i popoli”. L’invito agli accademici è quello di “non tacere”, perché se il genocidio del popolo ucraino per mano della Russia non verrà denunciato oggi, “domani sarà causa delle innumerevoli vittime come lo hanno già fatto il nazismo e il comunismo nel secolo scorso”.

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