Brasile: Cnbb analizza elezioni del 2 ottobre e ballottaggio del 30 ottobre. Preoccupazione per battaglia presentata come “lotta tra il bene e il male”

(Foto: Conferenza episcopale del Brasile)

È necessaria una profonda analisi da parte della Chiesa, sulle elezioni brasiliane dello scorso 2 ottobre e sul ballottaggio per le presidenziali del prossimo 30 ottobre. Ne è convinto il gruppo di analisi congiunturale dell’episcopato, coordinato dal vescovo di Carolina, dom Francisco Lima Soares.
Un accurato studio sulle recenti elezioni e sul contesto internazionale ed economico, è stato presentato ieri da dom Lima al Consiglio episcopale pastorale (Consep) della Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile (Cnbb). La Presidenza della Cnbb, i presidenti delle Commissioni pastorali episcopali, i consiglieri ei rappresentanti delle organizzazioni legate alla Conferenza episcopale hanno, dunque affrontato diverse questioni sulla realtà brasiliana e sull’azione della Chiesa in Brasile, iniziando a pensare a una proposta articolata per promuover la fraternità e la pace nella società brasiliana.
Lo studio del gruppo di analisi congiunturale, inviato al Sir, sottolinea l’alto grado di acrimonia sui social dopo il primo turno: “Nel contesto di un’atmosfera tipica dei tifosi di calcio, gli ultimi giorni sono stati caratterizzati da una serie di argomenti sempre più personali, stimolati da sostenitori ed elettori che ‘sparano’ accuse ed evitano le proposte dei candidati”.
Un altro tema sottolineato dallo studio è “l’uso della religione come a motivo della disputa elettorale. Oltre alla già citata ‘manipolazione religiosa’, gruppi di varie denominazioni hanno presentato una sorta di battaglia tra il ‘bene’ e il ‘male’, cosa che impedisce qualsiasi confronto razionale e civile tra i candidati”.
Le questioni sociali e le soluzioni economiche rispetto ai gravi problemi brasiliani sono quasi del tutto scomparse dai dibattiti elettorali – la denuncia della Cnbb –, e “non si affrontano le cause della stagnazione economica del Paese, lasciando agli elettori l’esercizio di fare congetture, mentre non è chiaro come entreremo nel 2023, anno che si prefigura molto difficile in tutti i sensi”.
Un altro problema segnalato dal gruppo di analisi congiunturale è il rapporto tra il voto e la distruzione dei biomi, in particolare la deforestazione dell’Amazzonia. Nei comuni che hanno registrato la più grande perdita di foresta nativa (soprattutto negli Stati di Rondonia, Acre, Roraima e Mato Grosso), e dunque con insediamenti di latifondi e allevamento, il presidente uscente Bolsonaro ha nettamente battuto Lula, che invece ha prevalso nelle zone in cui la foresta è più intatta. Lo studio segnala anche alcuni aspetti positivi nelle elezioni del 2 ottobre: l’accresciuta presenza delle donne nelle Istituzioni, l’elezione alla Camera di 5 candidati indigeni, la riduzione di un’eccessiva frammentazione di gruppi.

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