Libano: inaugurato progetto di agricoltura sociale per fasce più deboli della popolazione, grazie al contingente italiano di Unifil e una Fondazione italiana

(foto Ministero della Difesa)

È stato inaugurato il 12 luglio a Tiro il progetto di agricoltura sociale per la popolazione del sud del Libano “I-UsabLe”. Un progetto rivolto alle fasce più deboli della popolazione, maturato in seguito a una accurata fase di studio e preparazione di Italbatt, la componente operativa di Sector west della missione Unifil, promosso e finanziato tramite la raccolta di fondi organizzata da una Fondazione italiana. “I-USABLe”, acronimo di Italbatt Unifil social agriculture biological Lebanon, consiste nella realizzazione di aree attrezzate modulari con serre, orti, frutteti e allevamenti di animali da cortile, che serviranno a provvedere all’autosostentamento di famiglie indigenti che, a causa dell’aggravarsi della crisi economica in Libano, stanno subendo ancor di più gli effetti della povertà, permettendo inoltre la possibilità di vendere parte della produzione. Le aree, selezionate dall’ufficiale agronomo della riserva selezionata dell’Esercito in forza al Contingente, sono state scelte in base alla qualità e alla resa del terreno e verranno assegnate alle famiglie maggiormente bisognose di aiuto, individuate grazie alla collaborazione dei caschi blu italiani della cellula Cimic di Italbatt e la Gender advisor del contingente italiano, con una Fondazione libanese. Un progetto che, sul sito del ministero della Difesa, viene definito un modello di riferimento per gli enti e le associazioni che operano per il supporto alle fasce più deboli della popolazione, dato che è completamente autosostenibile e non necessita di ulteriori apporti esterni, in quanto dotato di cisterne per l’approvvigionamento idrico e aree di compostaggio, un motocoltivatore, incubatrici per uova, mangiatoie ed abbeveratoi per il pollame. Alla cerimonia di inaugurazione hanno preso parte il generale Davide Scalabrin, comandante del Sector west, il colonnello Paolo Scimone, comandante di Italbatt, il sindaco di Tiro e il direttore generale della Fondazione locale che ha espresso la viva gratitudine alla popolazione italiana che ha contribuito, attraverso la Fondazione, a raccogliere i fondi necessari al progetto, testimonianza di come la fratellanza e l’attenzione verso i più deboli siano il più grande segnale di speranza per i popoli.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Italia