Diocesi: Ragusa, domani l’ordinazione episcopale di mons. Giuseppe La Placa. “Non vedo l’ora di incontrarvi”

La diocesi di Ragusa si prepara ad abbracciare il nuovo pastore, mons. Giuseppe La Placa, che sarà consacrato vescovo domani. A presiedere il rito di ordinazione episcopale, in programma alle 18 nella cattedrale di San Giovanni Battista, sarà il vescovo di Caltanissetta, mons. Mario Russotto; vescovi consacranti saranno mons. Salvatore Gristina, arcivescovo metropolita di Catania e presidente della Conferenza episcopale Siciliana, mons. Francesco Lomanto, arcivescovo metropolita di Siracusa, e mons. Carmelo Cuttitta, vescovo emerito di Ragusa. Alla celebrazione parteciperanno anche quattro cardinali e altri venti vescovi.
In cattedrale, per le limitazioni imposte dalla pandemia, troveranno posto i sacerdoti delle diocesi di Ragusa e Caltanissetta e coloro che hanno ricevuto il necessario pass. In piazza San Giovanni e sul sagrato della cattedrale saranno allestiti due maxischermi e, anche in questo caso, l’accesso sarà contingentato e possibile solo a chi è munito di pass. La celebrazione potrà essere seguita in streaming sui canali social della diocesi di Ragusa, su Radio Karis, sulle emittenti televisive e i canali on line che si sono resi disponibili a trasmettere il rito.
Prima della cerimonia, alle 17.15, mons. Giuseppe La Placa raggiungerà piazza San Giovanni per salutare i fedeli e, subito dopo, nella stessa piazza San Giovanni, all’interno della chiesa della Badia incontrerà le autorità.
In un videomessaggio pubblicato sul sito del settimanale diocesano “Insieme”, mons. Laplaca rivela che “questi sono per me momenti di grande trepidazione per il grande dono che il Signore sta concedendo alla mia povera persona”. “Ma nello stesso tempo – prosegue – cresce anche la gioia e l’attesa di incontrarvi, di conoscere i vostri volti, di comunicare con voi”. Sta per iniziare “un cammino che dobbiamo fare insieme” per “crescere nella ricerca del Signore”. “Non vedo l’ora di incontrarvi, di instaurare con voi un rapporto di amicizia e di comunione”, conclude mons. Laplaca.

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