Conferenza sul futuro dell’Europa: Strasburgo, oggi la prima assemblea plenaria. Negli interventi, riferimenti a clima, donne, salute, valori, dialogo, giustizia

Lungo l’elenco dei “desiderata” che i rappresentanti e delegati delle diverse istituzioni e voci coinvolte nella Conferenza sul futuro dell’Europa hanno espresso a turno questa mattina alla sessione inaugurale della plenaria della Conferenza nelle oltre tre ore di interventi liberi che si sono succeduti. Mairead Mc Guinness (Commissione) ha invitato a non dimenticare il bene del passato nel pensare al futuro e a “fare attenzione alle barriere della mente e del cuore che sono invisibili”, ma sono una minaccia per l’Ue. Manon Aubry (Parlamento) ha messo in guardia dal “rischio irresponsabile” di rendere la Conferenza una “parodia democratica” e ha difeso i cittadini: “Se non avranno peso nelle decisioni finali che senso ha?”. Dai rappresentanti del Comitato delle Regioni la denuncia della “esclusione degli enti locali” nei processi decisionali europei e la richiesta, espressa da Roberto Ciambetti, di “capovolgere il modo in cui si fanno le norme”, perché la “sussidiarietà consolida la democrazia”. Intervallati agli interventi delle istituzioni anche alcuni cittadini e giovani: la delegata della Bulgaria ha chiesto che la Conferenza “renda l’Ue più rilevante per i cittadini” e sia spazio in cui emergono “attese europee, non quelle nazionali”. Per Schulz Kaspar, dall’Estonia, la Conferenza deve creare “un nuovo stile di politica” in cui “il contributo dei cittadini sia reso stabile nel processo politico”. Per Kaspar la piattaforma digitale messa in piedi per la Conferenza non è sufficiente, servono modi più attivi. Dall’Irlanda, Noelle Connell ha testimoniato, alla luce dell’esperienza irlandese, la positività dell’inclusione delle voci più diverse e chiesto che la Conferenza porti innanzitutto a “cambiamenti sociali”. Dal Lussemburgo, Iness Chakir ha chiesto che la Conferenza riprenda le discussioni sul tema delle migrazioni per “una nuova cooperazione europea” che salvi vite. Dalla lettone Kristine Zonberga l’invito a rendere il cammino “inclusivo” e aperto anche agli euroscettici, alle minoranze, a chi non è cittadino europeo, a chi non arriva ad accedere alla piattaforma digitale. Per i cittadini italiani è intervenuta Paola Severino, che ha indicato come prioritaria per la Conferenza la necessità che “i cittadini facciano sentire la loro voce e che essa sia effettivamente ascoltata”. Clima, donne, salute, valori, unione sociale, dialogo, cambiamenti, giustizia, trasparenza, nuovi trattati, meno sovranità, processi “bottom-up”, tra le parole pronunciate negli interventi. La plenaria è composta da 450 membri: 108 deputati europei, 54 del Consiglio Ue (due per Stato membro), 3 della Commissione europea, 108 rappresentanti di tutti i Parlamenti nazionali, rappresentanti di Comitato delle regioni, Comitato economico e sociale, poi 108 cittadini (80 rappresentanti degli incontri dei cittadini europei, tra i quali almeno un terzo con meno di 25 anni, e 27 provenienti dagli incontri nazionali dei cittadini o dagli eventi della Conferenza).

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