Stato dell’Unione: Okonjo-Iweala (Omc), Ue attore globale. Affrontare il nodo vaccini-brevetti

“L’Unione europea è molto importante nel contesto mondiale per il suo volume commerciale e quello che fa e suggerisce l’Ue è importante per la Omc”: Ngozi Okonjo-Iweala, direttrice generale dell’Organizzazione mondiale per il commercio, in video-dialogo questa mattina alla Conferenza sullo Stato dell’Unione organizzata dall’Istituto universitario europeo di Fiesole, ha risposto ad alcune sollecitazioni. Tra gli ambiti in cui l’Ue potrebbe aiutare: portare a buon fine gli accordi bloccati da tempo, contribuire ad aggiornare le regole in relazione all’E-commerce ma anche quelle per “decarbonizzare” gli scambi commerciali a livello mondiale. Okonjo-Iweala è positiva rispetto alla nuova amministrazione americana che ha espresso “una rinnovata volontà di affrontare i problemi in modo più costruttivo”, ma allo stesso tempo prudente: “Ci vorrà tanto tempo, perché le questioni bloccate e irrisolte lo sono da tanto tempo”, come quella della parità competitiva. Cambiamento è l’imperativo oggi: a livello globale, in tempo di pandemia, è indispensabile che si utilizzino “gli stimoli imponenti” che sono stati messi in campo per sostenere le economie “per usi nuovi, per ricostruire meglio” e nel senso della sostenibilità. E un ammonimento: “Non si usino strumenti commerciali per risolvere problemi politici”.
“Cambiamento” è l’imperativo di Okonjo-Iweala per la stessa Omc da lei guidata e che deve diventare “un’organizzazione che raggiunge risultati”: entro l’anno vuole concludere i negoziati sui sussidi alla pesca, disputa in corso da 20 anni, affrontare il nodo “commercio e salute” con le questioni diventate urgentissime in relazione ai vaccini sul tema della proprietà intellettuale. Nel lungo elenco anche le regole su agricoltura e catene di approvvigionamento alimentare, sussidi, il meccanismo per la gestione delle dispute: una “rifondazione dell’Oms”, a partire dall’obiettivo ultimo del commercio: “Migliorare la vita delle persone, sia ricche che povere”. E alcune attenzioni specifiche: alle donne e alle persone marginalizzate, all’Africa e ai Paesi a basso reddito, perché siano “integrati nel sistema globale”.

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