Recovery Plan: Treu (Cnel), “apprezzamento per lavoro del Governo ma serve confronto intenso con parti sociali”

“Per la quantità delle risorse che movimenta e per la centralità dei settori della vita nazionale sui quali intende produrre effetti, il Piano avrebbe dovuto richiedere un confronto intenso e durevole e uno sforzo corale, un dialogo aperto e costruttivo con tutte le forze produttive del Paese durante le diverse fasi della messa a punto”. Così il presidente del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (Cnel), Tiziano Treu, in una nota sui contenuti del Parere del Cnel sul Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). “Come richiesto dalla risoluzione 693 del 25 febbraio 2021 del Cese, il Comitato economico e sociale europeo, l’organismo omologo del Cnel per la Ue”, ricorda Treu, “l’elemento portante per l’elaborazione e la valutazione dei Piani nazionali è costituito dalla partecipazione delle parti sociali: ogni Stato membro deve illustrare non solo il loro grado di coinvolgimento, ma anche come ogni Stato ha utilizzato i contributi di tutti gli attori interessati alle misure e agli ambiti del Pnrr”.
Secondo il Cnel, “il documento presentato dal Governo contiene misure complete e coerenti con un adeguato livello di dettaglio degli interventi programmati”. “Si tratta di un documento che appare finalmente dotato di ‘visione’”, si legge nel parere del Cnel: “Rispetto alla prima bozza esaminata in settembre, seguita in gennaio da una versione che appariva carente soprattutto nella quantificazione degli interventi, nel dettaglio dei progetti, nella pianificazione delle azioni, si registra in questa sede un netto cambiamento di impostazione. Ci troviamo di fronte a un vero e proprio piano quinquennale, senza dubbio il migliore documento di programmazione dagli anni 2000”.
Poiché “si tratta di un documento di programmazione che coinvolgerà almeno due legislature, con una rilevanza intergenerazionale sia per la quantità di risorse e per il loro dispiegamento temporale sia per gli effetti che produrrà in termini di accumulazione di debito”, secondo Treu “esistono dunque fondamentali ragioni che rendono indispensabile ricorrere allo strumento della partecipazione, per assicurare la più ampia assunzione di responsabilità delle scelte e la più rigorosa finalizzazione delle risorse”. “L’utilizzo delle risorse del Pnrr – aggiunge – deve consentire il recupero di tassi di crescita che assicurino la sostenibilità anche nel medio periodo del debito pubblico e, che permettono, in prospettiva, di mettere il rapporto debito/Pil su un sentiero credibile di riduzione”.

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