Settimana Santa: Martinez (RnS), “pregando non siamo solo più forti interiormente, ma ritroviamo la misura del nostro essere cittadini”

Il “tempo che viviamo, che soffriamo, che non sembra voler dare tregua alla nostra pazienza” sta “mettendo a dura prova le nostre legittime speranze di vita buona. Siamo qui per questo, null’altro ci interessa se non invocare da Dio tempi nuovi, cieli nuovi, terra nuova”. Lo ha detto, ieri sera Salvatore Martinez, presidente di Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS), introducendo l’iniziativa “Una preghiera per l’Italia” prevista per ieri, Giovedì Santo, alle ore 20.30, presso la basilica dei Santi XII Apostoli, a Roma, e in diretta su TelePace e sui canali Social del RnS (YouTube e Facebook). Hanno partecipato all’Adorazione eucaristica il card. Mauro Gambetti, vicario generale di Sua Santità per la Città del Vaticano, Maria Stella Gelmini, ministra per gli Affari regionali e le Autonomie, Virginia Raggi, sindaca di Roma, Rocco Bellantone, preside della facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. Durante la preghiera ci sono stata anche alcune testimonianze.
“Una preghiera per l’Italia. Sì, il nostro Paese non può mettere in parentesi la propria fede e non può delegare al Cielo la responsabilità di ciò che accade sulla terra e che passa proprio dal coraggio che la fede deve suscitare, nella mente, nei cuori, nella volontà di ogni credente. Niente più della preghiera è principio unificatore e pacificatore del reale, perché chi prega vede la storia con occhi nuovi, vede il prossimo come amico e non come un estraneo o un nemico”, ha osservato Martinez. “Chi prega ha una diversa intelligenza della realtà e gode dell’eredità di una saggezza antica, quanto antica è la Parola di Dio. Pregando, noi non siamo solo più forti interiormente, ma ritroviamo la misura del nostro essere cittadini, recuperiamo il senso del limite, il valore del Creato, la grazia della Provvidenza. Pregando ci ritroviamo miracolosamente più uniti, più ispirati, più disponibili, più solidali, più prodighi, più capaci – ha evidenziato -. Pregare è il modo migliore per incarnarsi. Altro che evadere dalla realtà: chi prega è realista, altruista, non fugge, non si impaurisce dinanzi al male. Sì, questo e molto altro di più ha il potere di fare la preghiera, anche quando ci sentiamo indegni o inadeguati alle sfide che la vita ci riserva”.

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