Covid-19 e educazione: Pav, “aprire le scuole, custodire le relazioni familiari, educare alla fraternità universale”

Quattro sfide gravi e urgenti per combattere quella “pandemia parallela” che in quasi due anni di Covid-19 ha colpito i minori – bambini e adolescenti – in termini di stress psico-sociale. Ad indicarle è la Pontificia Accademia per la vita nel documento “La pandemia e la sfida dell’educazione”, elaborato in collaborazione con il Dicastero per lo sviluppo umano integrale e la Commissione Vaticana Covid-19 e presentato oggi a Roma, nella sede della Pav.
Anzitutto “aprire il più possibile le scuole”. Mesi di chiusura o Dad hanno causato “impoverimento dell’apprendimento”, “deprivazione di relazioni formative”, aumento dell’abbandono scolastico, regressione delle abilità acquisite causata dal digital divide, ridotto apporto nutrizionale per i bambini di aree deprivate dove almeno la scuola garantiva un pasto al giorno, disturbi d’ansia e depressione, dipendenza da Internet. La scuola, si legge nel documento, “non è solo strumento educativo”, è soprattutto “scuola di vita”. Secondo punto: “Custodire le relazioni familiari”. Occorre “riscoprire il tempo condiviso come un’opportunità” e “una rinnovata presenza nella vita dei figli”, tuttavia “l’incremento dello stress genitoriale dopo un periodo prolungato di lockdown si ripercuote direttamente sul benessere mentale dei bambini. È impensabile affrontare i prossimi mesi senza un adeguato sostegno” alle famiglie, “che saranno ancora chiamate a sostenere non poche conseguenze dell’urgenza pandemica”.
Il documento invita inoltre a “educare alla fraternità universale”. La pandemia ha aperto la sfida della “nuova educazione alla mondialità e alla fraternità universale”. Siamo “connessi” non solo e non tanto perché esiste internet ma perché tutti abitanti della medesima “casa comune”, come ricorda il Papa. È pertanto necessario “insegnare alle giovani generazioni a non fuggire le prospettive della globalizzazione, le conquiste della scienza, la sfida ecologica, la prospettiva economica e sociale con le sue diseguaglianze, il ruolo dei social media e della tecnologia”, affermano ancora gli estensori del documento.

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