Solidarietà: bambini di Chernobyl, domani famiglie e associazioni alla Farnesina per chiedere di “riaprire le accoglienze”

Le famiglie italiane che ospitano i bambini bielorussi per i soggiorni terapeutici e le associazioni che le riuniscono tornano a manifestare domani, giovedì 7 ottobre a Roma, davanti alla Farnesina (ore 10-14). Chiedono “più impegno alle istituzioni per la riapertura delle accoglienze temporanee di minori bielorussi, bloccate da 627 giorni e per tutti i bambini bielorussi dimenticati dalla politica”. I programmi solidaristici nati dopo il disastro di Chernobyl raccontano una trentennale storia di solidarietà a costo zero per lo Stato italiano a beneficio di 750.000 ragazzi in 30 anni. “Non si può permettere che questa storia si interrompa e la protesta proseguirà fino a quando i bambini bielorussi non riavranno i loro soggiorni di risanamento”, affermano le famiglie e le associazioni. Che denunciano: “Bambini ed adolescenti sono sempre più preda di depressione, disturbi alimentari, sfiducia nel futuro, mancanza di prospettive. L’assenza di follow up per le cure mediche intraprese, l’impossibilità di riabbracciare ‘l’altra famiglia’, a volte l’unica che hanno, stanno distruggendo le piccole vite già provate dei minori bielorussi che, nell’attesa, sprofondano giorno dopo giorno in una solitudine muta”. “Non è accettabile che si dialoghi con altri governi mentre, deliberatamente, non si riprende immediatamente un dialogo mirato alla ripresa delle accoglienze con la Bielorussia – affermano –. Le sanzioni imposte dall’Unione europea e, in particolare, il blocco dei voli hanno distrutto 30 anni di cooperazione fra i due popoli penalizzando unicamente la popolazione civile”. Dopo la manifestazione dello scorso maggio di fronte al ministero della Salute per chiedere l’approvazione del protocollo sanitario necessario al riavvio dei programmi, le famiglie, con il supporto delle associazioni, tornano a protestare per chiedere chiarezza e proattività alle istituzioni, perché “seri dialoghi vengano intavolati dal ministero degli Affari esteri con gli omologhi bielorussi per l’immediata ripresa dei programmi in sostegno dei minori, fiore all’occhiello della solidarietà made in Italy. Servono fatti, azioni concrete e coordinate delle istituzioni. I bambini non possono più aspettare e abbandonarli non è un’opzione”. Analogo appello è stato lanciato all’Ue, con il sostegno delle associazioni spagnole riunite nella Federaciòn pro infancia Chernobyl.

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