Migranti: mons. Savino (Cassano all’Jonio), “dalla discriminazione siamo passati alla criminalizzazione”. “Perplesso” per sentenza su Lucano

“In Occidente, ma possiamo dire anche in Italia, gli immigrati sono diventati il capro espiatorio su cui abbiamo scaricato tutta una serie di contraddizioni”. Lo ha detto questa mattina mons. Francesco Savino, vescovo di Cassano all’Jonio, aprendo l’incontro delle Fondazioni antiusura del Sud in corso a Villapiana (Cs). “Gli stranieri sono diventati estranei nei nostri territori, eppure non è difficile riconoscerne la presenza. Dalla discriminazione siamo passati alla criminalizzazione – ha detto il presule –. Stiamo vivendo il post cristianesimo, un processo di secolarizzazione che come vescovo mi inquieta”. Mons. Savino, “pur non entrando nel merito della decisione della magistratura”, si è detto “perplesso” per la sentenza di primo grado inflitta a Mimmo Lucano, “perché non è usuale che la pena comminata sia superiore a quella richiesta dall’accusa”. Mons. Savino ha auspicato che la sentenza “venga rivista in secondo e in terzo grado perché ho conosciuto il modello di accoglienza di Riace”. Riflettendo sulle prossime consultazioni elettorali, mons. Savino ha affermato che, “se continuiamo a votare perché devo votare l’amico o il parente o chi mi ha dato il contributo, nulla cambierà. Se ancora oggi votiamo così non lamentiamoci poi. Come vescovo non mi arrendo”.

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