Coronavirus Covid-19: mons. Ojea (presidente vescovi) a Settimana sociale argentina, “lavorare per l’unità e per nuovo modello economico”

La situazione dei disoccupati, della fame, della marginalità richiede unità di pensiero, è necessario lavorare insieme per raggiungere un’unità poliedrica, come la definisce il Papa, un’unità con chi la pensa diversamente. Questo l’invito arrivato, lunedì scorso, in apertura della Settimana sociale della Chiesa argentina, dal presidente della Conferenza episcopale, mons. Oscar Vicente Ojea, vescovo di San Isidro. L’appuntamento, promosso in modalità virtuale dalla Commissione episcopale per la pastorale sociale (Cepas), si intitola “Nessuno si salva da solo. È ora di agire ora per il futuro”.
“Ecco, stiamo affrontando questa pandemia, una specie di notte, di oscurità, siamo tutti nella stessa barca”, ha detto mons. Ojea nel suo intervento introduttivo, in relazione alla crisi che sta vivendo il mondo.
Secondo il presidente della Cea, sono state smantellate le false assicurazioni su cui avevamo costruito le nostre agende. Ma ha incoraggiato a essere creativi, sognando la possibilità di un mondo diverso. Infine, ha chiesto una nuova conversione per smettere di idolatrare denaro e consumi. “In ogni crisi, esce il meglio e il peggio di ciascuno”, ha aggiunto chiedendo a tutta la società argentina uno “sforzo di unità”.
Lo Stato, logicamente, non può essere assente in una situazione come quella che stiamo vivendo, ma non tutto può venire dallo Stato. “Ci sono esperienze commoventi nelle nostre città”, ha concluso mons. Ojea, invitando a ripensare l’economia e i valori culturali della società.

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