Omofobia: Gambino (Scienza & Vita), no a “discriminazioni verso chi rifiuta modello affettivo fondato su omosessualità”

Se diventa “omofobo” chi “semplicemente rifiuta il modello affettivo fondato sull’omosessualità” e, dunque, “ogni sua opinione diventa automaticamente ‘discriminatoria’ o addirittura ‘istigatoria’ contro gli omosessuali, allora ci troveremmo davanti ad un’equazione inaccettabile che finisce per operare una forma di discriminazione al contrario”. Ad affermarlo in un’intervista al Sir è Alberto Gambino, presidente di Scienza & Vita e prorettore vicario dell’Università Europea di Roma, in attesa di conoscere il contenuto del testo unico contro l’omotransfobia che viene presentato oggi alla Camera dei deputati. Alla domanda se sia davvero necessario introdurre un’ulteriore e specifica aggravante di omotransfobia, risponde: “Se intesa nei termini descritti, un’ulteriore e specifica aggravante di omotransfobia, non solo non è davvero necessaria, ma finirebbe per diventare uno strumento irragionevolmente repressivo non già di condotte antigiuridiche ma di libere manifestazioni di pensiero”.
Sul rischio che il testo possa tradursi in una legge “liberticida” che reprima il consenso e introduca una sorta di reato di opinione, il giurista si dice “fiducioso che la saggezza del Parlamento non arriverà mai a un’inaccettabile deriva ideologica”, ma invita ad essere “intellettualmente onesti: la doverosa reazione a odiose forme di aggressione verso altri esseri umani ove il movente è la loro omosessualità, è già cristallizzata dentro lo scenario delle aggravanti penali dei cosiddetti motivi abietti e futili. Altro, invece, è innalzare un vessillo ideologico contro chi pensa che l’omosessualità non sia un modello condivisibile”. Ove si voglia “sradicare una cultura fondata sull’odio”, ma questo, precisa, “e un altro tema”, occorre privilegiare gli strumenti educativi perché “l’ignoranza non si combatte con sanzioni penali”.

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