Nuovo direttorio per la catechesi: mons. Fisichella, “nell’epoca digitale, 20 anni sono almeno mezzo secolo”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Nell’epoca digitale, vent’anni sono paragonabili senza esagerazione ad almeno mezzo secolo”. A farlo notare è stato mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, presentando oggi in sala stampa vaticana il nuovo Direttorio per la catechesi, nato dall’esigenza di prendere in considerazione “con grande realismo il nuovo che si affaccia, con il tentativo di proporne una lettura che coinvolgesse la catechesi”. È per questo motivo che il Direttorio presenta “non solo le problematiche inerenti la culturale digitale, ma suggerisce anche quali percorsi effettuare perché la catechesi diventi una proposta che trova l’interlocutore in grado di comprenderla e di vederne l’adeguatezza con il proprio mondo”. “Vivere sempre più la dimensione sinodale non può far dimenticare gli ultimi Sinodi che la Chiesa ha vissuto”, il motivo teologico ed ecclesiale che fa da sfondo, ha spiegato Fisichella citando in particolare il Sinodo sulla Nuova evangelizzazione e trasmissione della fede nel 2012, con la conseguente Esortazione apostolica di Papa Francesco Evangelii gaudium, e il venticinquesimo anniversario della pubblicazione del Catechismo della Chiesa Cattolica, che toccano direttamente la competenza del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione. “L’evangelizzazione occupa il posto primario nella vita della Chiesa e nel quotidiano insegnamento di papa Francesco”, ha fatto notare il presule: “La catechesi, quindi, va intimamente unita all’opera di evangelizzazione e non può prescindere da essa. Ha bisogno di assumere in sé le caratteristiche stesse dell’evangelizzazione, senza cadere nella tentazione di diventarne un sostituito o di voler imporre all’evangelizzazione le proprie premesse pedagogiche”. Di qui il primato del “primo annuncio” e del legame tra evangelizzazione e catecumenato, “come esperienza del perdono offerto e della vita nuova di comunione con Dio che ne consegue”. Secondo Fisichella, “è urgente compiere la ‘conversione pastorale’ per liberare la catechesi da alcuni lacci che ne impediscono l’efficacia. Il primo, lo si può identificare nello schema scolastico, secondo il quale la catechesi dell’Iniziazione cristiana è vissuta sul paradigma della scuola. Il secondo, è la mentalità secondo la quale si fa la catechesi per ricevere un sacramento. Un terzo, è la strumentalizzazione del sacramento a opera della pastorale, per cui i tempi del sacramento della Confermazione sono stabiliti dalla strategia pastorale di non perdere il piccolo gregge di giovani rimasto in parrocchia e non dal significato che il sacramento possiede in se stesso nell’economia della vita cristiana”.

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