Nuovo direttorio per la catechesi: “difendere la vita e la sua dignità”, “pena di morte è disumana”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Nel contesto odierno urge un impegno concreto nella difesa della vita e della sua dignità dinanzi alle varie espressioni della cultura di morte che si fa sempre più presente in vasti settori della società mondiale”. Nel nuovo Direttorio per la catechesi, presentato oggi in sala stampa vaticana, si declina così il rapporto tra la catechesi e le questioni bioetiche. “La difesa della dignità della vita umana dal primo istante del concepimento fino alla morte naturale ha sempre trovato nell’insegnamento della Chiesa la sua voce coerente e autorevole”, si ricorda nel testo: “Nella sua missione di promuovere sempre e dovunque la vita umana e di difenderla quando è minacciata, la Chiesa afferma con chiarezza che la vita personale è sacra e inviolabile”. In questa prospettiva, in accordo con quanto affermato dagli ultimi Pontefici, “la condanna alla pena di morte è una misura disumana che umilia, in qualsiasi modo venga perseguita, la dignità personale. È in sé stessa contraria al Vangelo perché viene deciso volontariamente di sopprimere una vita umana che è sempre sacra agli occhi del Creatore”. “Dio è il riferimento iniziale e ultimo della vita, dal suo concepimento alla morte naturale; la persona è sempre unità di spirito e corpo; la scienza è al servizio della persona;  la vita va accolta in qualsiasi condizione, perché redenta dal mistero pasquale di Gesù Cristo”, sono i principi basilari della bioetica cattolica: la catechesi, quindi, “dovrà porre ogni sforzo per far comprendere l’insegnamento della Chiesa in proposito e aiutare a creare una nuova cultura. La sfida per il rispetto della dignità e dell’integrità della persona rimane, pertanto, uno scenario attuale per l’annuncio dell’amore misericordioso di Dio nel mondo contemporaneo”.

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