Africa: diocesi Bolzano, progetti mirati per contrastare le disparità. Finanziata la costruzione di pozzi e cisterne

“Quando i pozzi si prosciugano, sono loro i primi ad assentarsi da scuola per andare a prendere l’acqua. Quando la siccità riduce le forniture di cibo, i bambini soffrono di malnutrizione e disturbi della crescita. E quando si verificano inondazioni, o al contrario scarseggiano le risorse idriche, è fra i bambini che si diffondono più rapidamente infezioni intestinali e altre malattie, a causa di condizioni igieniche precarie”. Lo sottolinea Sandra D’Onofrio, responsabile del servizio Mondialità della Caritas di Bolzano-Bressanone, in prossimità della Giornata mondiale dell’Acqua.
Da molti anni la Caritas dell’Alto Adige lavora per contrastare le disuguaglianze dovute alla carenza idrica o alla mancanza di infrastrutture per il suo approvvigionamento. In Bolivia, Etiopia, Kenya e Repubblica democratica del Congo, vengono finanziati progetti per fornire acqua potabile attraverso la costruzione di pozzi e cisterne dotate di filtri per la potabilizzazione dell’acqua, e viene implementata la rete idrica attraverso la costruzione di tubature sempre più capillari, in grado di raggiungere anche scuole e asili in aree remote.
Con queste attività si assicura la sopravvivenza di intere famiglie, con occhio attento anche ai più giovani e alle future generazioni. “Senza acqua non c’è vita: garantire l’accesso a chi non ce l’ha non significa solamente riconoscere un diritto fondamentale, ma anche prevenire i conflitti di domani”, conclude D’Onofrio, ricordando l’importanza di un dono così prezioso come l’acqua.

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