Inizio anno scolastico: mons. Melillo (Ariano Irpino) agli studenti, “lottate per appropriarvi di spazi educativi, culturali e formativi autentici”

“Sui banchi e nelle aule perseguite un oltre: una scuola che riacquisti un aspetto meno aziendale dei tanti progetti slegati; lottate, per appropriarvi di spazi educativi, culturali e formativi autentici”. È una delle esortazioni contenute nel messaggio che il vescovo di Ariano Irpino-Lacedonia, mons. Sergio Melillo, ha diffuso in occasione dell’avvio del nuovo anno scolastico.
Rivolgendosi ai ragazzi, il presule osserva che “sulla strada riprendiamo il cammino. Ma, su quale strada…quella dei social o quella della vita? Strada oscura senza vie d’uscita o strada condotti da sogni? Strada per incontrarsi o dove ‘narcotizzarsi’, usurando corpo ed anima?. Naviganti nell’incertezza verso un indistinto futuro, compagni di strada di chi non tocca il cuore e non accende ascolti”. “Tra le onde dei nuovi linguaggi – l’auspicio del vescovo – fiorisca un ‘rinascimento’ e si accendano passioni per nuovi cammini!”. “Non smarritevi al seguito di ‘maestri’ che la società, senza socialità, propina; cercate una via che vada aldilà di delusioni ed amarezze”, prosegue mons. Melillo: “Non fuggite dalla vita correndo il rischio di “consumarla” come un lampo improvviso. Custodite un angolo alla gioia aprendo il cuore a custodi nell’arte della vicinanza. Siate dei cercatori di stelle, di amore, di relazioni, desiderate inerpicarvi nell’approccio alla conoscenza dando, così, un senso all’esistere. Abitate il mondo, edificate un nuovo umanesimo per custodire la giovinezza”. E ancora: “Bramate la vita che soffia nel vento, spazzando via ogni nube che pesa sul cuore, perché ‘Vivere senza una fede, senza sostenere in una lotta continua la verità, non è vivere, ma è vivacchiare’ (Pier Giorgio Frassati)”. “Cari ragazzi – conclude il vescovo –, abbiamo bisogno delle vostre energie, del disincanto, per accendere luci nelle relazioni tra corpo ed anima, tra terra e cielo. Camminate mendicando la ragione bella di esistere, aldilà dei fallimenti”.

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