Pontificia Facoltà della Sardegna: “Laboratori sulla memoria”, un percorso per sviluppare le mnemotecniche

Anche a chi studia Teologia è utile conoscere le mnemotecniche. È quanto ha fatto Daniele Vinci, docente di Antropologia filosofica nella Pontificia Facoltà della Sardegna e presso l’Istituto superiore di Scienze religiose di Cagliari per riportare in “piena forma”, dopo il lockdown, gli studenti. Sono nati, d’accordo con alunni e colleghi, i “Laboratori sulla memoria” sviluppati per diversi semestri e su differenti livelli: alcuni più introduttivi, altri più avanzati e complessi. “Ho fatto un’esperienza singolare. Ho visto – dice il docente – come si è trasformata nel tempo la comprensione della propria memoria da parte mia e degli studenti. Da una diffidenza iniziale, da una sfiducia negli strumenti mnemonici e soprattutto nelle capacità della propria memoria – quante volte ho sentito il ritornello: ‘Ho una cattiva memoria’ – si è passati alla scoperta di potenzialità sconosciute e inaspettate, sino a raggiungere risultati inizialmente appena immaginabili”.
Il vasto materiale realizzato durante i “Laboratori” è confluito nel volume “Dieci passi nel palazzo della memoria”, ed. Metis Academic Press, pubblicato lo scorso mese di marzo. Il volume offre un percorso che, passo dopo passo, introduce il lettore a un’arte antica ma sempre attuale. Le pagine sono arricchite da numerose immagini che illustrano il testo e allo stesso tempo stimolano la memoria visiva e il ricordo. Nella seconda parte vi è un’ampia antologia di testi, introdotti e commentati, che ripropongono alcuni classici su questo tema, a partire dall’antichità, passando per il medioevo fino al rinascimento e alla modernità. “Una delle virtù principali che si apprendono è quella di avere pazienza con la propria memoria e con se stessi. La memoria ha un effetto di latenza. Se le do tempo – dice Daniele Vinci – lei mi restituisce con gli interessi quello che le ho chiesto. Uno studente dei miei laboratori una volta mi ha detto: ‘Ho imparato che la memoria non è una nemica, ma è un’amica’”.

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