Diocesi: mons. Pompili (Verona), “l’attività umana non basta a sé stessa, occorre un ‘bene comune’”

“L’attività umana non basta a sé stessa. Occorre qualcosa di ‘oltre’, di gratuito, di eccedente: occorre un ‘bene comune’”. Lo ha ricordato questa sera il vescovo di Verona, mons. Domenico Pompili, nel Discorso alla città pronunciato in occasione dei Primi Vespri della Festa del patrono san Zeno.
Richiamando il Salmo 127, il presule ha ammonito: “È vano affrontare i problemi comuni come fossero un’impresa individuale; è inutile pensare di risolvere i problemi di una città ricorrendo al confronto muscolare; è ingannevole la ricerca di consenso e l’uso strumentale di fenomeni complessi come la povertà o l’immigrazione; è velleitario pensare di amministrare un territorio senza una visione, senza un’idea condivisa di bene comune, senza l’ascolto attento e amorevole della gente; è illusorio, infine, ritenere che la denatalità, l’educazione dei figli, il disagio degli adolescenti, l’emergenza abitativa per le giovani coppie siano problemi privati e non una questione pubblica, collettiva, che riguarda il comune destino”.
Il vescovo ha poi affermato che “al termine della visita-lampo nei 14 vicariati posso dire di aver intravisto innumerevoli ‘volti’ di persone che fanno lievitare il ‘bene comune’: quelli che si impegnano ogni giorno nelle istituzioni e nel volontariato; quelli che come imprenditori hanno cura di far crescere collaboratori e clienti; quelli che insegnano e si impegnano per integrare figli e famiglie, anche di immigrati; quelli che nel mondo della salute si prendono cura dei malati; quelli che si fanno carico dei disabili e delle diverse forme di dipendenza per aiutare la società a non implodere”.

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