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Commissione Ue: protezione civile, prevedere per proteggere. “Potenziare i sistemi di allarme rapido”

I cinque obiettivi Ue per prevenire e affrontare le catastrofi naturali sono racchiusi in cinque “verbi”. Prevedere: ossia migliorare la valutazione dei rischi, la loro previsione e la pianificazione della gestione dei rischi di catastrofi. “La complessità e l’interdipendenza dei rischi che l’Ue si trova ad affrontare – sostiene la Commissione – rendono importante individuare le vulnerabilità nei settori cruciali e anticipare i pericoli e le minacce. Preparare: cioè aumentare la consapevolezza dei rischi e la preparazione della popolazione così da “ridurre l’impatto delle catastrofi”. Allertare: migliorare l’allerta rapida; “il potenziamento dei sistemi di allarme rapido garantisce che i messaggi di allerta a livello nazionale, regionale e locale raggiungano tempestivamente le persone interessate”. Rispondere: rafforzare i mezzi di risposta del meccanismo di protezione civile dell’Unione europea. Qui la Commissione afferma: “Rafforzando ulteriormente la capacità di risposta del meccanismo di protezione civile, l’Ue può fornire maggiore aiuto per colmare le lacune problematiche ed evitare un ulteriore deterioramento della situazione quando la capacità di un Paese è esaurita”. Non da ultimo: proteggere. “I sistemi di protezione civile devono rimanere operativi 24 ore al giorno, 7 giorni su 7, durante e dopo le catastrofi, quando sono più necessari. Il fatto che i piani e le procedure di continuità operativa vengano permanentemente aggiornati e che venga garantito il coordinamento e la condivisione delle informazioni in tutti i settori, anche con i fornitori di infrastrutture critiche, aiuterà i sistemi di protezione civile a funzionare in qualsiasi momento”.
Ai fini dell’attuazione di questi obiettivi, la Commissione europea “sta avviando cinque iniziative faro, una per ciascun obiettivo. Una di queste iniziative faro sarà il lancio di preparEu, un programma paneuropeo volto a sensibilizzare i cittadini europei alla resilienza alle catastrofi”.

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