Editoria: Donne Chiesa Mondo compie 10 anni. Protagoniste del numero di maggio suore e monache perché “le consacrate sono un’avanguardia”

“Donne Chiesa Mondo”, il mensile de L’Osservatore Romano “dedicato alle donne il cui compito era riferire, raccontare, pronunciarsi sulla condizione femminile nella Chiesa”, compie 10 anni. Un inserto, si legge nell’editoriale, che in questi 10 anni “ha dissodato, seminato, coltivato un campo vasto che si è mostrato più fertile di quanto supponessimo”. Per celebrare l’anniversario la scelta è caduta sulle religiose, suore e monache, perché “donne che consacrano la vita alla fede sono una avanguardia”. “Si battono contro le moderne schiavitù, operano in Paesi al centro di conflitti, si fanno imprenditrici mantenendo una pratica comunitaria e così rivoluzionando il mondo del lavoro. Scrivono libri, esaminano con occhi nuovi i testi biblici, praticano il discernimento ma non temono la ribellione all’ingiustizia, non si spaventano di contrastare i ruoli che vengono loro attribuiti, riconoscono la tradizione ma vogliono il cambiamento. E non esitano a indicare nelle donne una questione da affrontare e sulla quale si è in ritardo, sapendo distinguere fra l’autorità della Chiesa e l’autoritarismo degli uomini”.
In copertina la celebre immagine di suor Ann Rose Nu Tawng, inginocchiata davanti ai militari invocando pietà per i giovani manifestanti, diffusa su Twitter da @CardinalMaungBo; una suora in prima linea, mentre il pensiero va ad “un’altra guerra si accanisce su uomini, città, speranze”. Ritanna Armeni intervista suor Eugenia Bonetti, pioniera della lotta anti-tratta. E poi suor Małgorzata Borkowska, filosofa e autrice del libro “L’asina di Balaam” nel quale sottolinea, con umorismo pungente, l’arroganza e l’incompetenza di molti sacerdoti che si ostinano a trattare con superiorità, e a volte anche con disprezzo, le suore. E ancora, madre Francesca Cabrini, fondatrice dell’omonima congregazione,, missionaria e patrona degli emigranti; suor Marcella Catozza, in prima linea fra gli ultimi di Haiti; la domenicana e medico penitenziario, Anne Lécu, e molte altre.

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