Pasqua: mons. Marangoni (Belluno-Feltre), “chiediamo in dono lo sguardo del Risorto. L’umanità trafitta lo cerca, lo mendica, ne ha assoluto bisogno”

“Per quanto sta succedendo in queste settimane, il nostro sguardo si è abbassato. Ci eravamo illusi che le guerre non capitassero più a inquietare così tanto e a portare rovina e massacri in questa nostra umanità e su questo pianeta. Le pensavamo un male in terapia e sotto controllo. E, invece, tale male è ripiombato addosso anche all’Europa. Scene indescrivibili sono passate davanti ai nostri occhi. Ecco perché lo sguardo è caduto in basso”. Parte da questa considerazione il vescovo di Belluno-Feltre, mons. Renato Marangoni, per il messaggio alla diocesi in occasione delle festività pasquali.
Durante la Settimana Santa, osserva, i cristiani sono “sulla via della Croce di Cristo a ripercorrerla e reimpararla”. “Anche per noi – afferma – la Croce non è scontata: lì dove sta esplodendo il peggio della guerra ci sono credenti in Cristo schierati con ragioni contrapposte. È il ‘mistero di iniquità’ che ci abita ancora”. “Ma la Croce ci sta innanzi e ci offre, attraverso di essa, uno sguardo nuovo, purificato, riconciliato, illuminato e rialzato proprio da Lui, il Crocifisso che non esita a manifestarsi a noi come aveva preannunciato il profeta Zaccaria e ha, poi, attestato l’evangelista Giovanni: ‘Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto’”. “Sì – conclude mons. Marangoni –, non possiamo che chiedere in dono lo sguardo del Risorto: l’umanità trafitta lo cerca, lo mendica, ne ha assoluto bisogno. La Promessa è Lui, il Risorto!”.

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