Pasqua: mons. Corazza (Forlì-Bertinoro), “la pace inizia se qualcuno la fa entrare nella sua vita”

“Il giorno di Pasqua è finalmente arrivato. Cosa significa per coloro che sono morti nella martoriata terra Ucraina o nelle tante terre travolte dall’odio che porta con sé ogni conflitto armato. Cosa per le popolazioni dell’Eritrea, dello Yemen, della Siria, del Congo… Milioni di profughi e di sfollati e migliaia i morti. Tutti tratteniamo il respiro di fronte agli orrori e davanti alle incertezze per il futuro. Una Via Crucis infinita, una Pasqua che sembra non arrivare mai”. Lo scrive il vescovo di Forlì-Bertinoro, mons. Livio Corazza, nel messaggio per Pasqua, pubblicato da “Il Momento”. “Ma – osserva il presule – Cristo è già risorto. L’alba non è ancora spuntata, ma la pietra è già stata ribaltata. Maddalena ha già incontrato il Risorto e sta correndo dai suoi fratelli, riuniti con Maria Vergine nel cenacolo. Corri, Maria Maddalena, corri, non possiamo resistere senza la Pasqua di Cristo! Corri e convinci i discepoli ad uscire dalla casa per andare, nel buio ancora fitto della notte, ad incontrare il Risorto! Svegliaci, Maddalena, svegliaci, facci uscire dalle nostre paure, perché solo così incontreremo Cristo risorto”.
“Pace a voi”, evidenzia mons. Corazza, “è l’annuncio del Cristo risorto; ha una sola parola: ‘Pace!’. La pace inizia se qualcuno la fa entrare nella sua vita. È l’unico modo per farla respirare. È nella disperazione più profonda che si avverte la necessità di una speranza vera. La speranza è possibile solo se accettiamo il rischio della disperazione. Finché non siamo arrivati a quel punto, non abbiamo ancora bisogno di speranza. E la speranza è Cristo risorto. La speranza, lo abbiamo capito e provato, non la troviamo in altri o in altro”. E “solo Cristo è la nostra salvezza. Non nel Cristo di chi alimenta l’odio e le guerre ma il Cristo di Maddalena, il Cristo di Pietro e di Giovanni. Il Cristo di Francesco, il Cristo di Benedetta, di Clelia, di Annalena, di don Pippo, di Serafina… Il Cristo dei risorti di ieri e di oggi”. Conclude il vescovo: “Sarà ancora Pasqua, se Cristo risorge in te e tu corri ad annunciarlo ad altri. Se non rimane nella tomba delle nostre paure e angosce, nel buio dei nostri cenacoli chiusi, aprendosi invece alla pace che diventa pane per tutti. Allora sì, buona Pasqua! Cristo è risorto! Altri lo hanno accolto e la loro vita è cambiata. Ora tocca a te!”.

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