Pasqua: mons. Mansi (Andria), “facendo un po’ di bene in qualche modo cerchiamo di riparare al male che compiamo”

“Ecco l’uomo”. “Pilato non si rendeva conto che stava proclamando una verità altissima, che non valeva soltanto per quel momento, ma vale per tutti i secoli e quindi vale anche oggi: ‘ecco l’uomo’, come dire ‘ecco come si riduce l’uomo a causa del peccato’; Gesù in quel momento ci manifesta la nostra identità. Guardando Gesù presentato da Pilato è come se noi ci guardiamo in uno specchio, quello siamo noi non solo e non tanto come persone singole, certo anche quello, ma proprio come umanità sfigurata, abbrutita, inguardabile a causa del peccato; ecco l’uomo, ecco che cosa succede all’uomo, quando si allontana da suo Padre, da Dio”. Lo scrive mons. Luigi Mansi, vescovo di Andria, nei suoi auguri pasquali.
“Ecco l’uomo! E allora, contemplando quest’uomo, noi dobbiamo pensare a tutti gli uomini che patiscono violenza ingiustamente – l’invito del presule -, dobbiamo pensare a tutti i sofferenti, non avrebbero molte parole da dire, ma probabilmente ci racconterebbero i loro dolori, ci racconterebbero la loro solitudine, le loro lacrime nascoste, probabilmente scoppierebbero a piangere e non riuscirebbero a dire altro”.
Il vescovo precisa: “Se qualcuno soffre e non trova il perché, l’unica risposta possibile è quella della solidarietà, quasi per mettere riparo. Facciamo tanto male, ci facciamo tanto male gli uni gli altri, provochiamo tanto dolore, ma l’unica risposta, l’unico rimedio è la solidarietà, facendo un po’ di bene in qualche modo cerchiamo di riparare al male che compiamo”.
E, aggiunge, “questa riflessione si fa ancor più attuale in questi tempi che attraversiamo, segnati dalle orribili immagini di guerra che ci giungono dall’Ucraina e da tante altre parti del mondo. Distruzioni, sofferenze di ogni tipo, famiglie smembrate, giovani vittime… Il dolore di Cristo Salvatore e dei tanti poveri ‘Cristi’ non è senza risposte. Gesù nel giro di poche ore ha vinto la morte e ha trionfato con la risurrezione”.
Mons. Mansi conclude: “Gli auguri della Pasqua, perciò, partono dalla più profonda certezza che il mondo non va verso la distruzione totale e irreversibile, ma va verso la vita piena, per tutti e per ciascuno. E Cristo Signore è stato il primo, il primo di una lunga e interminabile catena! Perciò, auguri di Buona e santa Pasqua di fede e di speranza a tutti con infinite benedizioni!”.

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