Scoutismo: Agesci, “il valore dell’ascolto e la centralità della persona ci fanno un’associazione di frontiera”

Si è chiuso il 2 ottobre a Loreto il convegno “Emmaus Andata e Ritorno” al quale hanno partecipato 200 assistenti ecclesiastici e 800 capi e capo educatori dell’Agesci provenienti da tutta Italia. “L’Agesci continua il suo cammino – affermano Roberta Vincini e Francesco Scoppola, presidenti del Comitato nazionale assieme a padre Roberto Del Riccio, assistente ecclesiastico generale –. Il senso del nostro incontrarci è stato mettere a fuoco i prossimi passi che l’Associazione è chiamata a fare nell’educare alla vita cristiana che vede coinvolti bambini, ragazzi e giovani. Oggi la nostra missione è importante nel tempo in cui siamo, nelle comunità che viviamo. Il valore dell’ascolto e la centralità della persona fanno dell’Agesci un’associazione di frontiera”. In un comunicato, diffuso oggi, l’Agesci ripercorre il convegno, a partire dai saluti del presidente della Cei, il card. Matteo Maria Zuppi che ha ricordato che “Cristo è il miglior pellegrino con noi della strada della vita” ed esortato a “far conoscere l’esperienza con Cristo nelle varie tappe dell’Associazione, che permette a tanti ragazzi di fare un’esperienza spirituale”. Il 29 e il 30 settembre, giorni dedicati agli assistenti ecclesiastici (Ae), sono stati segnati dalla presenza di mons. Luciano Paolucci Bedini, vescovo di Gubbio e Città di Castello, già assistente ecclesiastico regionale Agesci. “Il metodo di questo incontro – ha affermato – è il cammino, ovvero la vita, tutto ciò che viviamo nella nostra storia, i progetti, le scelte fatte e quelle che non riusciamo a fare. Tutto il nostro esistere, e le persone che vi sono coinvolte. Gesù diventa compagno mentre accade la nostra vita, non prima, non quando abbiamo capito tutto, non in un certo punto chiave. Cammina con noi anche quando non riconosciamo la sua presenza”. Agli Ae sono giunti i ringraziamenti di mons. Paolo Giulietti, arcivescovo di Lucca. Al convegno sono intervenuti Marco Tibaldi, direttore dell’Istituto superiore di Scienze religiose di Bologna, e Carlotta Mandrioli, danza-educatrice: l’approccio per la rilettura del brano dei discepoli di Emmaus in cui hanno coinvolto i presenti è stato decisamente innovativo, in quanto volto a coinvolgere tutta la persona, corpo e mente. I lavori sono proseguiti con i laboratori delle tre Branche dell’Associazione, Rover e Scolte, Esploratori e Guide e Lupetti e Coccinelle, con la preghiera del Rosario con la fiaccolata nella piazza del santuario della Santa Casa di Loreto, presieduta dall’arcivescovo mons. Fabio Dal Cin e a chiudere il concerto del gruppo musicale The Sun. L’Agesci, che conta 180.000 soci, e si propone di contribuire alla formazione della persona secondo i principi ed il metodo dello scautismo, adattato ai ragazzi e alle ragazze nella realtà sociale italiana di oggi.

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