Pnrr: Decaro (Anci), “già raggiunti obiettivi concreti. Grazie a Draghi e ai ministri per il lavoro svolto. Auspichiamo dal prossimo governo la stessa collaborazione istituzionale”

“Grazie per quello che avete fatto, per l’impegno, per l’efficacia dell’azione portata avanti e per lo spirito di collaborazione e la capacità di ascolto che avete sempre prestato nei confronti delle esigenze e delle proposte dei Comuni italiani. Come sindaci possiamo solo auspicare che il prossimo governo sappia mantenere lo stesso standard di collaborazione che abbiamo potuto sperimentare in questi mesi”. Così il presidente dell’Associazione nazionale Comuni italiani (Anci), Antonio Decaro, si è rivolto al presidente del Consiglio, Mario Draghi, ai ministri e al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Roberto Garofoli, nel corso dell’ultima riunione della cabina di regia sul Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).
“Più che le parole – ha aggiunto Decaro – per trarre un bilancio del lavoro svolto fin qui contano i numeri. Ebbene, dei 40 miliardi di euro destinati dal Pnrr a investimenti dei Comuni, 37 sono già assegnati alle nostre amministrazioni. Questo significa che abbiamo lavorato bene insieme, e che alcune procedure sono state semplificate come noi dell’Anci avevamo chiesto fin dal primo giorno. Altrettanto importante per noi è poter contare sul supporto delle società pubbliche come Invitalia, Cdp e Consip”.
“Ora bisogna dare attuazione a tanti progetti, che corrispondono a concreti miglioramenti delle nostre città. Solo per fare pochi esempi: grazie alle risorse del Pnrr abbiamo alla nostra portata l’obiettivo di tremila autobus elettrici in più, di 264mila posti in più negli asili nido, di 16.500 alloggi popolari riqualificati, di 1300 interventi in ambito socioculturale per restituire attrattività ai piccoli Comuni italiani, nella speranza che questo li aiuti a ripopolarsi”.
Infine, il presidente dell’Anci ha commentato positivamente lo stanziamento da parte del governo dei fondi destinati a coprire l’aumento dei costi dei progetti derivante dall’impennata inflazionistica. “Questa misura – ha commentato Decaro – vale per il 2022. Noi contiamo che il prossimo governo voglia trovare le risorse per estenderla anche ai prossimi anni”.

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