Brasile: vescovi su accordo tra Stato del Minas Gerais e impresa Vale, “non ascoltata popolazione, manca effettivo processo riparativo” per Brumadinho

La Commissione episcopale per l’ecologia integrale e l’estrazione mineraria della Conferenza nazionale dei vescovi del Brasile (Cnbb), la Presidenza della Cnbb – Regione Est 2 e il gruppo di lavoro sull’ecologia integrale e le estrazioni minerarie della Cnbb-Est 2 esprimono la propria netta contrarietà all’accordo firmato dal Governo dello Stato brasiliano del Minas Gerais e dall’azienda mineraria Vale, rispetto alla riparazione delle popolazioni colpite dalla tragedia di Brumadinho, a poco più di due anni di distanza dall’accaduto. La tragedia fu causata dal crollo della diga della società Vale, nella miniera di “Corrego de Feião”. La rottura della diga causò la fuoriuscita del bacino dei rifiuti tossici; l’ondata di fango uccise 272 persone, alcune delle quali non sono mai state trovate, e causò gravi danni socio-ambientali.
In una lettera inviata al governatore del Minas Gerais, al procuratore generale della Repubblica, al presidente della Corte di giustizia, al procuratore generale e al difensore pubblico, gli organismi ecclesiali esprimono “preoccupazione” e rigettano l’accordo ponendosi, “ancora una volta, al fianco delle comunità colpite dalla tragedia criminale commessa dalla Vale a Brumadinho, ribadendo anche il nostro impegno a continuare a denunciare le violazioni commesse, chiedendo giustizia e punizione per i responsabili, garanzie di non ripetizione e, con grande forza, l’effettiva costruzione ed esecuzione di un processo riparativo”. Ciò significa, anzitutto, “ascoltare le voci e il dolore di chi ha subito la tragedia di questo crimine”, prosegue la lettera.
Nel documento gli organismi episcopali sollevano punti come la mancata partecipazione delle comunità colpite, i benefici economici per l’azienda che ha causato la tragedia, la questione delle opere che serviranno a drenare la produzione di minerale, ma non andranno a beneficio delle comunità del bacino del fiume Paraopeba. Inoltre i termini dell’accordo sono stati stabiliti, secondo chi ha scritto la lettera, non su perizie indipendenti, ma su piani e relazioni di società legate alla Vale.

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