Povertà: don Soddu (Caritas), “più conflitti familiari e un profondo senso di smarrimento e paura”

“La pandemia ha indotto in tutti un profondo senso di smarrimento e di paura”. Lo dice in una intervista al Sir don Francesco Soddu, direttore di Caritas italiana. “Colpiscono i numerosi alert delle Caritas inerenti la dimensione psicologica: è stato rilevato un evidente aumento, durante il lockdown, del ‘disagio psicologico-relazionale’, di problemi connessi alla “solitudine” e di forme depressive”. Non solo. “I territori – spiega – hanno sottolineato anche un accentuarsi delle problematiche familiari, ovvero conflitti di coppia, violenze, difficoltà di accudimento di bambini piccoli o di familiari colpiti da disabilità, tensioni tra genitori e figli”. Per molti un peso rilevante hanno avuto “le preoccupazioni per la situazione economica e anche la vita con i bambini e gli adolescenti chiusi in casa. I genitori hanno vissuto la sofferenza dei ragazzi lontani dagli amici, dei bambini che hanno dovuto adeguarsi a spazi troppo stretti, privi della possibilità di correre e giocare con i coetanei”. Tra gli adolescenti, invece, “accanto ai ragazzi che non riuscivano a stare a casa, in alcuni casi si è registrato il fenomeno di chi invece si è isolato”. Da non dimenticare, evidenza il direttore della Caritas, “i problemi di volontari e operatori che spesso hanno vissuto una sensazione di inadeguatezza rispetto alle troppe richieste di aiuto, nonché la difficoltà di doversi adattare ai cambiamenti dei servizi che si sono dovuti modificare per restare fruibili”.

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