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Russia: Dunja Mijatovic (Consiglio d’Europa), arresti “sono in contrasto con l’obbligo di sostenere la libertà di espressione, di stampa e di riunione”

“Questo disprezzo per i diritti umani, la democrazia e lo Stato di diritto non è purtroppo un fenomeno nuovo in un Paese in cui difensori dei diritti umani, giornalisti e società civile sono regolarmente vessati, anche attraverso decisioni giudiziarie altamente discutibili”. È un passo del messaggio che oggi Dunja Mijatović, commissaria per i diritti umani del Consiglio d’Europa, ha inviato alla Russia dove ieri, durante le manifestazioni per la liberazione di Aleksej Navalny, sono state fermate e arrestate numerose persone. “La detenzione di oltre 5.000 manifestanti e di dozzine di giornalisti durante le proteste su vasta scala, che erano rimaste prevalentemente pacifiche, e i successivi arresti di alcuni di loro, sulla base di procedimenti giudiziari affrettati, sono in contrasto con gli obblighi della Russia di sostenere la libertà di espressione, di stampa e di riunione”, denuncia Mijatović, che si è detta “particolarmente costernata” per aver appreso che “in molte città la polizia russa ha usato la violenza contro manifestanti pacifici, provocando in alcuni casi fratture e altre gravi lesioni”. L’invito alle autorità russe è di “rispettare gli obblighi in materia di diritti umani per i quali si sono impegnate e garantire un ambiente che consenta l’espressione libera e sicura delle opinioni dissenzienti”, di “rilasciare immediatamente tutte le persone che hanno manifestato pacificamente e ritenere responsabili gli agenti di polizia che si sono impegnati in comportamenti illegali”.

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