Povertà: Caritas Campania, per difficoltà legate al Covid in prima linea nel favorire e completare le misure pubbliche di sostegno al reddito

Con l’esplosione della povertà, in ogni sua forma, le Caritas diocesane della Campania si sono viste in sovraccarico, in quanto oltre all’assistenza materiale, educativa, psicologica e sanitaria da offrire alla vasta e sempre crescente platea dei poveri, si è aggiunto un vero e proprio accompagnamento all’accesso di quegli aiuti già disposti dalle azioni pubbliche nazionali, regionali e locali. È quanto si legge nel Dossier regionale sulle povertà, presentato oggi a Napoli. “Molte delle Caritas interpellate – ha osservato Antonio Zizza, che per il Dossier ha curato il tema delle misure di sostegno al reddito – in tempi brevi, sono diventate dei veri e propri centri di ‘accompagnamento all’accesso dei diritti’, ovvero una specie di patronato con il fine di aiutare e incoraggiare chi avrebbe avuto diritto a percepire i vari bonus, sussidi”. “Occorre precisare – ha aggiunto Zizza – che nel mare magnum delle numerose forme di sostegno al reddito, è risultato alquanto complesso accedere alle misure predisposte per singole categorie. Basti pensare che solo pochissimi degli utenti Caritas intervistati, pur disponendo di uno smartphone e di una normale connessione ad internet, sono in grado di presentare autonomamente una domanda per ottenere una forma di sostegno economica. Spesso neppure sono a conoscenza della possibilità di un aiuto pubblico”. Ecco perché “un po’ tutte le Caritas della Campania durante la pandemia si sono tempestivamente attivate nell’offrire – o nell’incrementare, per chi lo avesse già fatto in precedenza – questi servizi di accompagnamento ai diritti di sostegno al reddito. In alcuni casi, ad essere aiutati sono stati non solo nuclei familiari che, improvvisamente si sono visti crollare la propria fonte economica, ma anche piccoli imprenditori o artigiani”.
In questo le Caritas diocesane, ha affermato mons. Antonio Di Donna, presidente della Conferenza episcopale campana, “sono state il volto bello della nostra Chiesa”.
Dall’indagine è emersa una “sana cooperazione” tra enti pubblici e Caritas.” È il caso di Avellino, in cui la Caritas diocesana – ha spiegato Carlo Mele, delegato Caritas Campania e direttore Caritas Avellino – ha intrapreso l’iniziativa di aprire un dialogo con la sede Inps provinciale, al fine di trovare possibili soluzioni per fare in modo che ‘carità privata’ e ‘carità pubblica’ collaborino senza che nessuno resti escluso”
“Di recente – ha proseguito Mele – è stato anche siglato un accordo con l’Inps (Progetto ‘Inps per tutti’) nel fornire una maggiore informazione sugli aiuti disponibili”.

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