Migranti: Oxfam, “in Grecia detenzioni arbitrarie, rivedere normativa che lede i diritti umani”

“A metà giugno in Grecia erano detenuti circa 229 minori migranti non accompagnati, mentre in tutti gli hotspot sulle isole attualmente si trovano in condizioni disumane e in piena pandemia circa 38mila migranti in spazi costruiti per ospitarne meno di 6.200”. È l’allarme lanciato da Oxfam e dal Greek Council for Refugees in un nuovo rapporto diffuso oggi, che denuncia quanto la riforma greca del sistema di asilo, approvata il 1° gennaio 2020 – e parzialmente modificata a maggio – “stia esponendo migliaia di persone a sfruttamento e abusi”. “Al loro arrivo negli hotspot delle isole, i migranti, molti dei quali in condizione di particolare vulnerabilità, come bambini, donne incinta, disabili, vengono di fatto posti in stato di detenzione senza accesso alle necessarie cure e tutele – è la denuncia dell’ong -. Il sistema rende poi incredibilmente difficile l’esame delle cause che spingono i richiedenti asilo a lasciare i propri Paesi di origine, spesso attraversati da guerre e persecuzioni”. Secondo Oxfam, la riforma delle politiche di accoglienza greche è “uno schiaffo all’impegno umanitario dell’Europa di proteggere chi fugge da guerre e persecuzioni”. “La Grecia ha certamente il diritto di proteggere i suoi confini, ma deve anche rispettare il principio di non-respingimento – afferma Riccardo Sansone, responsabile dell’ufficio umanitario di Oxfam Italia –. Ue e Grecia hanno operato la precisa scelta politica di mettere in pericolo le vite di persone che avrebbero invece dovuto proteggere”. Infine, l’appello: “Chiediamo con forza al Governo greco e alla Commissione europea di rivedere immediatamente l’attuale normativa, in modo che non sia lesiva dei diritti umani, né sia in contrasto con il diritto comunitario”.

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