Stati generali: Griffini (Aibi), Griffini (Aibi), “per l’adozione internazionale nemmeno uno ‘strapuntino’ a Villa Pamphilj”

“Niente di niente. Nemmeno uno strapuntino a Villa Pamphilj per la ‘Cenerentola’ del Paese: l’adozione internazionale. Evidentemente, le famiglie adottive non contano nulla”. Sono durissime le parole di Marco Griffini, presidente di Aibi-Amici dei Bambini, commentando il mancato invito della rappresentanza degli enti autorizzati, agli Stati generali indetti dal premier Giuseppe Conte a Roma. “Ora le speranze delle famiglie italiane per tentare di uscire dalla profonda crisi del sistema adottivo sono legate solo alle promesse del ministro della Famiglia, Elena Bonetti, che ringraziamo per i tentativi di far sentire la voce degli enti”, ha aggiunto Griffini.
“Purtroppo – prosegue il presidente di Aibi – la rappresentanza degli enti autorizzati, la cui presenza avevamo caldeggiato, non è stata invitata. Non è neppure stato concesso un collegamento on line. E dire che la Commissione adozioni internazionali, che collabora con gli enti, è un organo della Presidenza del Consiglio. E dire che questa sarebbe stata una ottima occasione per far presente le concrete possibilità di rilancio dell’adozione internazionale mediante l’attuazione di una riforma del sistema capace di contribuire concretamente alla lotta contro la denatalità imperante oggi in Italia, destinata peraltro ad aggravarsi a causa del Covid, come ha, a più riprese, ammesso il presidente dell’Istat Blangiardo”. E conclude: “In Italia ci sono migliaia di coppie senza figli e desiderose di adottare che attendono un segnale di fiducia da parte delle istituzioni. Segnale che invece continua a mancare”.

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