Notizie Sir del giorno: Papa a Santa Marta, Consiglio europeo, coronavirus, Ramadan

Papa Francesco: a Santa Marta, “preghiamo per le famiglie in crisi e per la conversione degli usurai che le affamano”

“In tante parti si sente uno degli effetti di questa pandemia: tante famiglie che hanno bisogno, fanno la fame e purtroppo li aiuta il gruppo degli usurai. Questa è un’altra pandemia. La pandemia sociale: famiglie di gente che ha un lavoro giornaliero o purtroppo un lavoro in nero che non possono lavorare e non hanno da mangiare… con figli. E poi gli usurai gli prendono il poco che hanno. Preghiamo. Preghiamo per queste famiglie, per quei tanti bambini di queste famiglie, per la dignità di queste famiglie e preghiamo anche per gli usurai: che il Signore tocchi il loro cuore e si convertano”. Così Papa Francesco ha introdotto, stamattina, la messa presieduta a Santa Marta, in diretta streaming, offerta per tutti coloro che soffrono a causa del coronavirus. (clicca qui)
Nel giorno in cui la Chiesa fa memoria di San Giorgio martire, e dunque si festeggia l’onomastico di Jorge Mario Bergoglio, Papa Francesco ha voluto far consegnare respiratori e materiale sanitario quindi mascherine, occhiali protettivi per i medici e gli infermieri, tute per le terapie intensive, ad alcuni ospedali europei: quello della città di Suceava, in Romania, focolaio di coronavirus nel Paese, dove sono attesi 5 respiratori di ultima generazione; altri 2 andranno all’ospedale di Lecce, in Italia, e 3 a Madrid, in Spagna. (clicca qui)

Coronavirus Covid-19: card. Hollerich (Comece), a Consiglio europeo “mostrare piena empatia e solidarietà ai Paesi più colpiti dalla pandemia”

Un appello all’Unione europea perché in questi tempi difficili sappia mostrare “piena empatia e piena solidarietà” ai Paesi più colpiti dall’epidemia da coronavirus Covid-19. A lanciarlo è stato il card. Jean-Claude Hollerich, arcivescovo di Lussemburgo e presidente della Comece, la Commissione degli episcopati dell’Unione europea, poche ore prima dell’inizio del Consiglio europeo ancora in corsa. “Spero e prego che i nostri politici mostrino piena empatia e piena solidarietà ai Paesi più colpiti dalla pandemia e che tutti i cittadini europei possano nuovamente essere orgogliosi della nostra casa comune – ha detto al Sir il cardinale –. Possano la terribile sofferenza e le tante paure essere alleggerite dalla speranza”. (clicca qui)

Coronavirus Covid-19: Sassoli al Consiglio europeo, “pesante crisi economica e sociale, questo è il momento dell’unità”

“Il mondo che uscirà dalla crisi sarà un mondo diverso. Il progetto europeo dovrà raccogliere questa occasione per dare il ritmo di questo tempo nuovo”. Il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, è intervenuto al Consiglio europeo, convocato in videoconferenza per affrontare la risposta all’emergenza Covid-19 in particolare sul piano economico. “Gli Stati membri – ha aggiunto – hanno già attuato diverse misure per affrontare l’impatto immediato della crisi. Tuttavia, sappiamo bene che lo sforzo complessivo messo in campo dall’Unione europea e dagli Stati membri non basterà per far fronte a una crisi dalle dimensioni inedite. Non si tratta solo di mettere in campo le risorse necessarie ma sarà fondamentale che tutti abbiano gli strumenti necessari per proteggere i propri cittadini, stabilizzare i mercati e rilanciare le proprie economie. Questo è il momento dell’unità. Il mercato europeo è unico, se non ripartiremo insieme nessuno potrà pensare di rilanciare economie che sono profondamente interconnesse e fortemente interdipendenti tra di loro”. (clicca qui)

Coronavirus Covid-19: Protezione civile, attualmente 106.848 persone positive e 57.576 guariti. Per la prima volta dimessi superano nuovi casi, da ieri altri 464 decessi

“I numeri di oggi sono particolarmente confortanti. Per la prima volta il numero dei dimessi e guariti supera il numero dei nuovi casi riscontrati nel nostro Paese. I casi totali sono 189.973, con un incremento rispetto a ieri di 2.646, mentre i dimessi e guariti sono 3.033 in più rispetto a ieri, per un totale di 57.576. Prosegue anche l’alleggerimento della pressione sulle nostre strutture ospedaliere; ad oggi infatti il totale delle persone attualmente positive è di 106.848, con un calo rispetto a ieri di 851 pazienti. Di questi 2.267 sono in terapia intensiva, 117 in meno rispetto a ieri, e 22.871 sono ricoverati con sintomi, 934 in meno rispetto a ieri”. Purtroppo, “oggi registriamo 464 nuovi deceduti”. Lo ha affermato questa sera il capo dipartimento della Protezione civile e commissario all’emergenza, Angelo Borrelli, nel corso della conferenza stampa per fare il punto sulla situazione in Italia sulla pandemia da coronavirus Covid-19. (clicca qui)
“Oggi è il quarto giorno consecutivo in cui il numero dei soggetti positivi è in calo”. Inoltre “in quattro Regioni fortunatamente non si è registrato alcun decesso, mentre in altre 2 Regioni c’è stato un solo decesso”. Lo ha affermato questa sera Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di Sanità (Css), durante la conferenza stampa serale, al Dipartimento della Protezione civile a Roma, per fare il punto sull’emergenza legata al coronavirus. Rispetto alla “virtuosa competizione per l’identificazione di un vaccino efficace”, Locatelli ha affermato che si “è una fase avanzata di sviluppo” che però “non vuol dire affatto imminenza di commercializzazione” per la quale ci vorranno ancora “dei mesi prima”. (clicca qui)

Ramadan: mons. Spreafico (Cei), “affidiamo al Dio Altissimo e Onnipotente i malati di questa pandemia”

“Cari fratelli e sorelle delle comunità musulmane, vorrei esprimervi il mio augurio e la mia vicinanza in questo mese di Ramadan, sacro alla fede islamica. In questo momento difficile, voi esprimete la sottomissione al Dio Onnipotente e Misericordioso attraverso questo tempo di digiuno e di preghiera”. Queste le parole iniziali del messaggio di auguri che mons. Ambrogio Spreafico, presidente della Commissione Cei per l’ecumenismo e il dialogo, ha inviato ai musulmani che vivono nel nostro Paese per l’inizio, questa sera, tra rigide quarantene e isolamento, del Ramadan. Sono 2,6 milioni i fedeli musulmani in Italia che si asterranno dal bere e dal mangiare dall’alba al tramonto fino al 23 maggio. “Affidiamo al Dio Altissimo e Onnipotente i malati di questa pandemia, coloro che li assistono, gli anziani che sono i più colpiti, le famiglie in difficoltà e i poveri che ancora di più sentono la mancanza del necessario per vivere”, scrive il vescovo Spreafico. (clicca qui)

Coronavirus Covid-19: Cepal, “in America Latina nel 2020 il Pil a meno 5,3%”. Cinque Paesi con meno di una stanza d’ospedale ogni mille abitanti

Il Prodotto interno lordo avrà nell’area dell’America Latina e dei Caraibi un calo del 5,3% nel 2020, a causa della pandemia, vivendo, così, la peggiore crisi dal periodo 1914-1930. È la stima dell’Osservatorio sul Covid-19 del Consiglio economico per l’America Latina e i Caraibi (Cepal). Secondo l’istituto, il Continente è destinato a vivere una vera e propria “paralisi dell’attività economica interna”, unita al generale rallentamento dell’economia mondiale e del commercio internazionale. Secondo la stima, “si prevede che la disoccupazione aumenterà drasticamente con effetti negativi sulla povertà e sulla disuguaglianza. I Paesi della regione hanno annunciato importanti misure, che devono essere rafforzate e richiederanno maggiori finanziamenti. Vi è urgente necessità di accedere a risorse finanziarie a basso costo sulla base del supporto flessibile da parte di organizzazioni finanziarie multilaterali, sgravi del servizio del debito ed eventuali cancellazioni”. Fortissimo anche l’impatto sociale per il carente sistema sanitario nella maggior parte dei Paesi. Solo 7 Paesi (in gran parte piccole isole o arcipelaghi dei Caraibi) superano la media mondiale di circa 3 stanze d’ospedale ogni mille persone. La media continentale è di circa 2 stanze ogni mille abitanti e particolarmente fragile è la situazione di 5 Paesi – in ordine di gravità, Guatemala, Haiti, Honduras, Venezuela e Nicaragua –, dove la disponibilità è meno di una stanza ogni mille abitanti. (clicca qui)

Coronavirus Covid-10: don la Magra (parroco Lampedusa), “occuparsi di tutti, anche dei migranti”

“Forse non abbiamo ancora capito la lezione che dovremmo apprendere dal coronavirus: se continuiamo a pensare solo a noi, a vedere le cose solo secondo la nostra prospettiva e a prendere provvedimenti esclusivamente per la nostra sicurezza – ad esempio chiudere i porti ai migranti – non ne usciremo mai. La soluzione non è proteggere solo noi ma occuparci di tutti”: sono le parole di don Carmelo la Magra, parroco di Lampedusa, che descrive oggi al Sir la situazione nell’isola, anche rispetto ai recenti sbarchi in autonomia. L’ultimo di pochi giorni fa, con 32 migranti avvistati dalla guardia costiera in acque italiane e fatti sbarcare al Molo Favaloro. Siccome a Lampedusa non ci sono strutture per la quarantena e l’hotspot è già al completo con 116 persone, le persone “hanno dovuto trascorrere mezza giornata e poi una notte all’addiaccio e al freddo sul molo in attesa della nave ma non è certo la scelta migliore”, afferma il parroco. Le autorità locali hanno annunciato che una seconda nave-quarantena sarà ancorata tra Lampedusa e Porto Empedocle, probabilmente dalla prossima settimana. L’unico caso di migrante trovato positivo al primo tampone a Pozzallo è risultato negativo. (clicca qui)

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