Coronavirus Covid-19: Sassoli al Consiglio europeo, “pesante crisi economica e sociale, questo è il momento dell’unità”

Photo SIR/European Parliament

“Il mondo che uscirà dalla crisi sarà un mondo diverso. Il progetto europeo dovrà raccogliere questa occasione per dare il ritmo di questo tempo nuovo”. Il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, è intervenuto al Consiglio europeo, convocato in videoconferenza per affrontare la risposta all’emergenza Covid-19 in particolare sul piano economico. Infatti Sassoli ha esordito di fronte ai 27 capi di Stato e di governo portando una lunga serie di settori produttivi in sofferenza, con il forte rischio di un aumento della disoccupazione. “Il settore automobilistico prevede una flessione della domanda tra il 7 e 9 per cento nei 4 principali mercati europei; il settore tessile stima una perdita del 50 per cento delle vendite; solo in Francia 4 milioni di lavoratori hanno già avuto accesso al sussidio di disoccupazione; in Spagna il tasso di disoccupazione ha raggiunto il 20 per cento della forza lavoro; l’agroalimentare italiano stima una perdita di 4 miliardi di euro; per i vivaisti olandesi il commercio si è ridotto del 70 per cento con perdite intorno ai 2 miliardi di euro; il settore turistico europeo subirà un impatto senza precedenti, perdite di reddito del 50 per cento per alberghi e ristoranti e 90 per cento per le compagnie di trasporto navale e aereo”. “Questa crisi colpirà più duramente i lavoratori non qualificati e temporanei, dove è più forte la componente di lavoratrici donne, le famiglie più povere e vulnerabili, trasformando una crisi finanziaria ed economica in una vera e propria emergenza sociale”.
Sassoli ha aggiunto: “Gli Stati membri hanno già attuato diverse misure per affrontare l’impatto immediato della crisi. Tuttavia, sappiamo bene che lo sforzo complessivo messo in campo dall’Unione europea e dagli Stati membri non basterà per far fronte a una crisi dalle dimensioni inedite. Non si tratta solo di mettere in campo le risorse necessarie ma sarà fondamentale che tutti abbiano gli strumenti necessari per proteggere i propri cittadini, stabilizzare i mercati e rilanciare le proprie economie. Questo è il momento dell’unità. Il mercato europeo è unico, se non ripartiremo insieme nessuno potrà pensare di rilanciare economie che sono profondamente interconnesse e fortemente interdipendenti tra di loro”.

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