Coronavirus Covid-19: Salesiani Guatemala, “situazione complicata, ma ci sono segnali di speranza”

“La situazione è abbastanza complicata in questo momento, ma confidiamo in Dio anche perché ci sono segnali di speranza”. Così don Giampiero de Nardi, missionario salesiano in Guatemala, parla all’agenzia salesiana Ans della pandemia nel Paese centroamericano dove i casi riportati sono 342, con 10 vittime. “Il presidente della Repubblica è un medico, per cui ha preso immediatamente misure molto drastiche per evitare la propagazione. Lo considero un gesto di Provvidenza del Signore”, spiega il religioso che racconta del “coprifuoco dalle 4 dal pomeriggio alle 4 del mattino, della chiusura delle frontiere, del trasporto, della scuola, dei centri commerciali, e anche dei viaggi, come accaduto durante la Settimana Santa”. Proibite le attività ludiche, ricreative, religiose e culturali. “Sono stati costruiti cinque nuovi ospedali per trattare solo i malati di Covid-19. Considerando che ancora non c’erano casi accertati quando si sono iniziate a prendere queste misure, è stato molto preventivo nelle misure”, commenta il salesiano. Il problema più grande adesso è il blocco delle attività lavorative. “Questo sta creando una situazione di recessione economica molto grave. Qui la maggior parte della gente lavora in nero e con lavori saltuari. Non hanno risparmi. Per cui fra poco inizieranno i problemi seri: la gente avrà fame… E che possa iniziare ad assaltare negozi è molto possibile”, afferma don de Nardi. La polizia, infatti, è già andata dai salesiani per chiedere loro di aiutarli a mantenere calma la popolazione. Intanto, mentre il presidente ha promesso dei buoni economici alle famiglie povere e casse di alimenti, anche i salesiani si stanno dando da fare distribuendo viveri, anticipando il pagamento della seconda parte delle borse di studio elargite da “Missioni Don Bosco” di Torino, che normalmente vengono consegnate ad agosto. I beneficiari probabilmente dovranno utilizzarle per comprare da mangiare. “Economicamente è dura anche per noi – ammette il missionario –. Sono sei settimane che non abbiamo entrate dalla questua e dalle offerte per la messa. Per fortuna negli anni passati siamo riusciti a risparmiare qualcosina, proprio per una situazione del genere”. Le risorse rimaste i salesiani le impiegheranno per pagare i lavoratori attivi nella parrocchia. “Mi sembra giusto e doveroso cercare di assicurare a questa gente che lavora per noi una certa stabilità. Il governo ha dato l’opportunità di chiudere i contratti, ma non può essere il nostro stile. Vedremo fin quando potremo…”, aggiunge don de Nardi che infine conclude: “Poi il Signore sicuramente provvederà. Non ci ha mai abbandonato e non credo lo farà proprio in questo momento”.

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