Coronavirus Covid-19: mons. Battaglia (Cerreto Sannita), “bene riaprire il ‘Maria delle Grazie’ ma anche in futuro sia un presidio ospedaliero operativo al 100%”

Anche nel Sannio, purtroppo, i casi di Covid-19 stanno aumentando. Lo ricorda il vescovo di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata de’ Goti, mons. Domenico Battaglia, che saluta positivamente la possibile riapertura dell’ex presidio ospedaliero “Maria delle Grazie” di Cerreto Sannita, come da molte parti si sta chiedendo. Ma, avverte, “si garantiscano almeno due condizioni. La prima è che abbia luogo una prevenzione totale della struttura, attraverso tutte le rigorose misure del caso previste, a partire dal rispetto delle norme di sicurezza e dalla presenza di tutti gli strumenti essenziali per curare i pazienti. Una prevenzione totale che possa salvaguardare e non mettere a rischio sia il personale medico-sanitario, che presterà servizio, sia la comunità di Cerreto Sannita. La seconda condizione riguarda il futuro stesso dell’ospedale. E cioè, che al termine di questa fase emergenziale, istituzioni e cittadini possano tornare a sedersi attorno ad un tavolo per far sì che il ‘Maria delle Grazie’ di Cerreto Sannita possa tornare ad essere un presidio ospedaliero operativo al 100%”.
Il presule chiarisce: “Anche in questa fase delicata e particolare, drammatica e dolorosa, in cui stiamo sperimentando e imparando la lezione del limite, adattare scelte e decisioni alle esigenze dei cittadini e del territorio significa dare ai bisogni il volto e la forma dei diritti. Dare un volto ai bisogni significa non fermarsi a riaprire un ospedale solo temporaneamente, per l’emergenza impellente del momento, ma vuol dire riaprirlo in modo definitivo come punto di riferimento per il popolo dell’intera Valle Telesina e del Titerno”.
Il vescovo rivolge un “appello accorato ai comuni, alle istituzioni tutte a tutti i livelli e all’Asl” di “lavorare insieme, trovando concrete soluzioni e unità d’intenti. Per fare ciò occorre abbandonare le logiche di schieramento politico e personale, i processi sommari, le semplificazioni. Sarebbe una colpa lasciarsene imprigionare”.
Per mons. Battaglia, “se dal basso nasce un’esigenza è compito della Politica (con la P maiuscola) ascoltarla, raccoglierla e farsene carico, facendo in modo che, nel dialogo inter-istituzionale, si possano trovare le risposte di cui questo territorio ha realmente bisogno. Nulla è perduto. C’è sempre posto per la speranza e per trasformare le tante fragilità di questa terra in opportunità per tutti. Oggi più che mai auspico la necessità di riannodare le fila del dialogo tra le istituzioni coinvolte sul tema della sanità come su quello del lavoro”.
Di qui l’auspicio: “Che questo tempo, soprattutto d’isolamento forzato, si trasformi per tutti noi in un ‘tempo della coscienza’ per raggiungere quell’urgente coesione ed uguaglianza sociale, perché ogni germoglio di solidarietà diventi realmente costruttore di umanità”.

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