Coronavirus Covid-19: Guerra (Oms), “la valutazione del rischio è la procedura essenziale per decidere cosa può riaprire e in base a quali prerequisiti”

“Per la riapertura, da un punto di vista qualitativo, sono necessari dei prerequisiti, almeno dal punto di vista sanitario, come la capacità del sistema di prevenire la circolazione del virus e di garantire la massima sicurezza a tutti quanti, ovunque si trovino, sia in contesto lavorativo, visto che si parla di riaperture delle strutture produttive, sia in contesto familiare, commerciale, trasporti, eccetera”. Lo ha detto, stasera, Ranieri Guerra, dell’Oms e consigliere scientifico del ministro della Salute, rispondendo ai giornalisti, durante la conferenza stampa a Roma, presso la sede della Protezione civile, per fare il punto sull’emergenza coronavirus in Italia. Da un punto di vista quantitativo, ad esempio rispetto a dispositivi di protezione individuale, come le mascherine, “dipende da cosa si va a programmare – ha osservato Guerra -: è fuori raccomandazione Oms usare le mascherine per quanto riguarda le persone che camminano per strada e che non hanno opportunità di stare in capannelli per più di dieci minuti. Quello che cambia o può cambiare è la previsione di un raggruppamento di persone all’interno di strutture chiuse, nei microambienti confinati. Questo è un discorso determinato da quelle che saranno le previsioni di riapertura, ad esempio la capacità delle strutture commerciali di mantenere un distanziamento e di garantire uno spazio fisico intorno a chi entra sufficiente per prevenire il contagio. Su questa base vengono calcolate le forniture. Dipende da quanto e quanto si vuole riaprire che dipende la quantità di approvvigionamenti di mascherine”.
Rispondendo a un’ulteriore domanda Guerra ha precisato: “La valutazione del rischio è la procedura essenziale per decidere cosa può riaprire e in base a quali prerequisiti, cioè cosa può permettere la riapertura”. Guerra ha assicurato che “si stanno facendo delle valutazioni per ogni attività produttiva e per la filiera dei trasporti e per le attività comunitarie che inevitabilmente si vanno a riaprire perché permettono al lavoratore di andare sul posto di lavoro. La Lombardia farà un po’ da pilota per quello che succederà anche nelle altre Regione e dovrà essere estremamente cauta sia nella quantificazione del rischio sia nella metodologia da applicare attraverso protocolli per rendere il rischio pari a zero”.

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