Coronavirus Covid-19: Regno Unito, dibattito sull’epidemia. Indicazioni pratiche, etica e battute di pessimo gusto. Giudizi sull’Italia

(Londra) “Laviamoci bene le mani e non diamo baci a stranieri puzzolenti come si conviene ad ogni bravo inglese”. Con questa battuta ironica Michael Buerk, noto giornalista della Bbc, ha concluso la puntata di questa settimana di “Moral maze”, il dibattito – che dovrebbe essere “etico” – su un fatto di attualità del mercoledì sera. Parole che puntavano a sdrammatizzare, non certo da essere prese sul serio, anche se una delle partecipanti, la commentatrice Melanie Phillips, ha messo in dubbio l’opportunità, per gli italiani del nord, di viaggiare nel Regno Unito perché – ha detto – “stanno diffondendo il virus”. Diversamente la pensava l’ospite Norman Lewis, esperto di tecnologie del futuro, lui stesso appena rientrato da Como, che ha definito le misure del governo italiano “eccessive”, lodando, al contrario, il comportamento degli italiani comuni che “hanno continuato la loro vita senza farsi prendere dal panico”. Proprio alla difficoltà, nella lotta contro il coronavirus, di raggiungere un equilibrio tra difesa della vita di anziani e bambini e protezione di economia e normalità, era dedicato il dibattito di questa settimana. Gli esperti, tra i quali l’ex ministro conservatore Michael Portillo, il pastore anglicano Giles Fraser e il politologo laburista Matthew Taylor, hanno esplorato i criteri morali che dovrebbero aiutare a decidere. Senza scegliere “tra l’approccio kantiano, che mette qualunque vita umana al primo posto, e quello utilitarista che contempla delle eccezioni a questo valore assoluto”.

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