Germania: mons. Bätzing (Dbk), “la questione delle donne nella Chiesa è la domanda più urgente del futuro”

Mentre sono in corso a Magonza i lavori della terza giornata dell’assemblea plenaria della Conferenza episcopale tedesca (Dbk), con in agenda il dibattito sul Sinodo amazzonico e la lettera post-sinodale di Papa Francesco “Querida Amazonia”, da ieri è alta l’attenzione dei media tedeschi per il nuovo presidente della Dbk, il vescovo del Limburgo, mons. Georg Bätzing, che considera la parità di diritti delle donne nella Chiesa cattolica come la sfida più importante del suo mandato. “La questione delle donne nella Chiesa è la domanda più urgente che abbiamo nel futuro”, ha dichiarato Bätzing stamane, intervistato dal report mattutino del primo canale televisivo di Stato Ard. Il presidente non ha analizzato il problema in riferimento alla questione se anche le donne debbano essere ordinate per il sacerdozio, ma su quello della parità di diritti specialmente nella gestione delle diocesi perché, ha detto, “ne abbiamo bisogno”. In precedenza, rispondendo ieri sera alle domande durante il telegiornale serale della Zdf (secondo canale nazionale televisivo), ha ribadito la sua sensazione rispetto al celibato dei sacerdoti, considerando l’opportunità, da lui espressa da tempo, di abilitare anche i sacerdoti sposati “perché possono portare al tavolo le loro esperienze”.
Bätzing ha parlato ampiamente anche del percorso sinodale in una intervista rilasciata al portale della Chiesa cattolica tedesca, katholisch.de. In qualità di presidente della Dbk, Bätzing è ora anche nel comitato di presidenza del cammino sinodale: “Penso davvero che sia una grande opportunità lavorare insieme… Il Papa vuole che lo facciamo”, ha risposto ai giornalisti. Ai quali, in merito al suo essere membro del forum sinodale sul tema della moralità sessuale ha ribadito che nel documento presentato all’Assemblea sinodale, si prendeva atto del cammino compiuto dalla Chiesa dalla “Humanae vitae” di Paolo VI attraverso la “Teologia del corpo” di Giovanni Paolo II per arrivare all’“Amoris laetitia” di Papa Francesco. “Per me questo significa: c’è spazio e aperture nell’insegnamento. Ora dobbiamo vedere come possiamo formulare questo insegnamento nella sua sostanza”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Riepilogo