Audiovisivi: mons. Viganò (Pas), “coltivare una carità della cultura” per “attivare la partecipazione popolare”

“È necessario coltivare una ‘carità della cultura’ con progetti d’innovazione che mirino ad attivare sempre più i processi di partecipazione popolare ai patrimoni culturali intesi come ‘spazi aperti di relazione'”. Lo ha detto mons. Dario Edoardo Viganò, vice cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze, intervenuto oggi pomeriggio a Torino all’incontro dedicato ai “Cinque anni di Mediacor”. Dopo aver ricordato la recente apertura degli archivi del pontificato di Pio XII, mons. Viganò ha evidenziato che “molto resta ancora da compiere” nel campo della “conservazione della documentazione storica audiovisiva”. “Si tratta di una documentazione difficile da tutelare, estremamente vulnerabile nella sua essenza materiale, e sottoposta, più di altre fonti storiche, alle minacce del tempo per la rapida obsolescenza dei supporti di conservazione – ha aggiunto -. È dunque soprattutto in questo specifico campo della conservazione del passato che è richiesto un continuo investimento in innovazione”. Una documentazione da cui “non si può più prescindere per una piena comprensione del passato”. Riferendosi, poi, all’adeguamento ai linguaggi della modernità anche per il patrimonio archivistico e storico-documentario vaticano, il vice cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze ha osservato che “in seno ai vertici vaticani c’era già alla fine degli anni Cinquanta questa tensione verso una valorizzazione in ottica multimediale della storia della Chiesa”. “Oggi questi processi devono ancora giungere a piena maturazione, ma, vista la centralità che ha assunto, e sempre più assumerà in futuro, credo che il patrimonio audiovisivo per la memoria e lo studio del passato sia una sfida culturale da cogliere senza più procrastinazioni”.

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