Colletta per la Terra Santa: “adottare un cristiano del Medio Oriente”. Nel 2019 raccolti quasi 7 milioni di dollari

foto SIR/Marco Calvarese

“Adottare, anche se non ne conosci il nome, un cristiano del Medio Oriente, pregando per lui o per lei durante tutto l’anno 2020”. È la proposta della Congregazione per le Chiese Orientali per la Colletta per la Terra Santa, che nasce dalla volontà dei Papi di mantenere forte il legame tra tutti i cristiani del mondo e i Luoghi Santi. Tradizionalmente raccolta nella giornata del Venerdì Santo, è la fonte principale per il sostentamento della vita che si svolge intorno ai Luoghi Santi ed è anche lo strumento che la Chiesa si è data per mettersi a fianco delle comunità ecclesiali del Medio Oriente. La Custodia Francescana, attraverso la Colletta, può sostenere e portare avanti l’importante missione a cui è chiamata: “custodire i Luoghi Santi, le pietre della memoria, e favorire la presenza cristiana, le pietre vive di Terra Santa, attraverso tante attività di solidarietà”, come ad esempio il mantenimento delle strutture pastorali, educative, assistenziali, sanitarie e sociali. I territori che beneficiano sotto diverse forme di un sostegno proveniente dalla Colletta -ricorda il dicastero pontificio in una nota – sono Gerusalemme, Palestina, Israele, Giordania, Cipro, Siria, Libano, Egitto, Etiopia, Eritrea, Turchia, Iran e Iraq. Di norma, la Custodia di Terra Santa riceve il 65% della Colletta, mentre il restante 35% va alla Congregazione per le Chiese Orientali, che lo utilizza per la formazione dei candidati al sacerdozio, il sostentamento del clero, l’attività scolastica, la formazione culturale e i sussidi alle diverse circoscrizioni ecclesiastiche in Medio Oriente.

Nel 2019, la Congregazione ha ricevuto per la Colletta di Terra Santa 6.929.209,64 dollari, che si sommano a 1.350.000 dollari ricevuti dalla Custodia per gli anni precedenti. Grazie alla Colletta si può provvedere a devolvere contributi ai seminari, alle case di formazione religiosa e istituzioni culturali nei territori di competenza, sostenendo sotto varie forme (borse di studio, tasse universitarie e ogni altra necessità sanitaria) anche a Roma, giovani seminaristi e sacerdoti, religiosi e religiose e, compatibilmente con i fondi disponibili, alcuni laici. Il nuovo collegio aperto quattro anni fa per ospitare le religiose che provengono da diversi paesi orientali, accoglie quest’anno 32 studentesse. Sono circa 300 gli studenti, che beneficiano della borsa di studio, ospiti in 7 collegi di competenza del Dicastero. Inoltre, il Dicastero contribuisce al sostentamento del Pontificio Istituto Orientale, istituzione accademica superiore con due facoltà, Scienze Ecclesiastiche Orientali e Diritto Canonico Orientale. La Diocesi Patriarcale di Gerusalemme, la Custodia Francescana, le Chiese Orientali della Terra Santa e gli Istituti Religiosi sono impegnati per la formazione scolastica dei giovani della Terra Santa. Tenute presenti le particolari circostanze in cui versano gli studenti cristiani e preso in considerazione l’arrivo di migliaia di ragazzi in età scolare dalla Siria e Iraq in Terra Santa, la Congregazione per le Chiese Orientali ha deciso di aumentare la somma dei sussidi anche per l’anno accademico in corso. È notevole anche l’operato del Segretariato di Solidarietà nel coordinamento e distribuzione dei sussidi alle istituzioni scolastiche gestite dalle summenzionate istituzioni. Una tra le prestigiose fondazioni che assicura la formazione accademica è la Bethlehem University, dove studiano quasi 3300 giovani, la maggior parte palestinesi musulmani. Anche per il 2019, la Custodia di Terra ha realizzato, grazie alla Colletta, progetti e opere rivolte ai pellegrini e a favore della comunità locale, oltre ad intensificare ‘aiuto alla popolazione siriana e irachena, cristiani ma non solo, presenti in Siria, Giordania e Libano.

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