Brexit: Sampson (London School of Economics), “no deal farebbe più danno all’economia inglese del coronavirus. -6% sul Pil”

“Boris Johnson è preoccupatissimo dalla prospettiva di un’uscita senza accordo dalla Ue perché un suo esperto, Thomas Sampson, ha calcolato che un no deal colpirebbe il prodotto interno lordo britannico anche più duramente della crisi coronavirus”. Sono d’accordo i tre esperti della London School of Economics, i politologi Tony Travers e Simon Hix e la docente di istituzioni europee Sara Hobolt, riuniti dal Foreign Office, il ministero degli Esteri britannico, per parlare alla stampa straniera di politica britannica e Brexit. “Se il premier se ne va dall’Europa sbattendo la porta il prezzo da pagare sarà il 6% del Pil, ben tre volte il colpo inferto dal Covid 19”, ha spiegato, nell’incontro via Zoom, Simon Hix. “Boris Johnson, molto in calo nei sondaggi in questo momento, non può permettersi un costo così alto e, per questo motivo, un accordo con la Ue ci sarà, all’ultima ora, molto limitato, riguardante soltanto i settori più importanti”. “Da lì si ricomincerà a ricostruire, dal 1° gennaio 2021, e ci si accorgerà che Brexit è soltanto cominciato e Ue e Regno Unito lavoreranno, per almeno dieci anni, per raggiungere quella posizione che è quella voluta dall’elettorato britannico e che ha sempre formato il cuore del rapporto tra Gran Bretagna ed Europa. Un accordo che protegga la sovranità nazionale britannica ma mantenga strettamente legato economicamente il nostro Paese alla Ue”, hanno concluso il politologo Simon Hix e l’esperta di Ue Sara Hobolt.

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