Argentina: arcidiocesi di Buenos Aires, “mettere da parte interessi settoriali, serve un nuovo patto sociale”

Nel documento “Verso una cultura dell’incontro, un Paese per tutti”, datato 14 settembre ma presentato ieri, in un collegamento virtuale che ha visto anche il contributo del presidente della Repubblica Alberto Fernández, la Pastorale sociale dell’arcidiocesi di Buenos Aires rivolge un invito a “scoprire creativamente quali e dove sono i nostri ‘cinque pani’, per metterli a disposizione degli altri e per raggiungere efficacemente tutti i settori della società, attraverso un progetto comune, soprattutto i più svantaggiati”, perché “non è possibile morire di fame, nella terra benedetta del pane”.
Nel documento si sostiene che è urgente “mettere da parte gli interessi egoistici o meramente settoriali”, creando “un clima di amicizia sociale dove l’unità è superiore al conflitto”.
“Siamo chiamati a preparare e ad annunciare il futuro, perché la pandemia è una crisi e da una crisi non si esce uguali; o ne usciamo meglio o peggio. Dobbiamo uscirne meglio… Questo è ciò che siamo chiamati a fare. In questa prospettiva, vogliamo dare un contributo e un appello per la costruzione di questa casa comune che è la Nazione”.
La Pastorale sociale di Buenos Aires indica una via da seguire, partendo dal presupposto che “è l’ora dell’incontro, per un’Argentina giusta, unita e unita”, e sottolineando la necessità di “progettare il futuro anche con creatività politica”, a partire dai contesti istituzionali, per trasformare il dibattito attuale in “patto sociale”. Con questo termine, si legge, “ci riferiamo alla progettazione e allo sviluppo di uno spazio che possa far concordare, sintetizzare, integrare e riflettere i temi strategici del nostro Paese, tra i suoi attori principali”. La prima pietra del patto, secondo l’organismo arcidiocesano, non può che essere la questione del lavoro.
Durante l’incontro virtuale di presentazione, il responsabile della Pastorale sociale, padre Carlos Accaputo, ha detto: “Vogliamo creare un dialogo, ci sentiamo tutti responsabili del destino del Paese”. Nel suo intervento il presidente della Repubblica Alberto Fernández ha affermato: “Abbiamo messo in campo tanti strumenti per raggiungere i più deboli, infatti facciamo nostra un’espressione di Papa Francesco: prima gli ultimi. E quella lotta, che abbiamo iniziato il 10 dicembre per cercare di mettere al primo posto i più svantaggiati, è stata decisamente complicata dalla pandemia”.

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