Francia: presidente della Ciase Sauvé da Papa Francesco il 9 dicembre, “dobbiamo rendere conto al Santo Padre”. “Ci sono piste di lavoro che riguardano anche il Papa e la Santa Sede”

“Penso che dobbiamo rendere conto al Santo Padre in poche parole di ciò che è essenziale per noi: che cosa sono stati gli abusi sessuali nella Chiesa nei confronti della società francese e anche quali sono state le cause che li hanno permessi”. Un’analisi che è ora “al centro dell’attenzione della Chiesa”. Lo ha detto Jean-Marc Sauvé, presidente della Ciase, la Commissione che nel mese di ottobre ha presentato il rapporto choc degli abusi commessi nella Chiesa cattolica in Francia, a RcF (Radio chrétienne France) a margine della assemblea della Conferenza dei religiosi e delle religiose di Francia dove ieri è intervenuto nell’ambito di una tavola rotonda durata un’ora e mezza sul tema “Responsabili dell’avvenire”. Intervenendo un mese fa in audizione alla Commissione leggi dell’assemblea nazionale, il presidente della Ciase aveva annunciato che il 9 dicembre si sarebbe recato a Roma per incontrare Papa Francesco. Riguardo a questo incontro, a RcF Sauvé ha detto: “Tra le piste di lavoro che noi proponiamo, ce ne sono alcune che riguardano la Conferenza dei vescovi, altre che riguardano gli istituti e le congregazioni religiose, ma ci sono anche delle misure che riguardano direttamente il Papa e la Santa Sede. E la visita a Roma ci permetterà di sottolineare una serie di questioni che senza alcun dubbio riguardano il Papa”. Dal 2 all’8 novembre, l’episcopato francese si è riunito a Lourdes per la sua plenaria autunnale dove sono state votate e prese una serie di iniziative di lotta e gestione del problema abusi. Parlando a RcF, il presidente Sauvé ha elogiato le prime misure prese dalla Conferenza episcopale francese e dalla Corref, in particolare a favore della giustizia riparativa per le vittime. “I primi provvedimenti presi dall’Assemblea plenaria dei vescovi a Lourdes a seguito della relazione della commissione da me presieduta sono state da parte nostra molto ben accolte. Le decisioni prese e le parole pronunciate dal vescovo de Moulins-Beaufort e dai suoi confratelli, per riconoscere la responsabilità istituzionale della Chiesa cattolica, il carattere sistemico degli abusi e la necessità di fare giustizia, e di riparare il danno arrecato alle vittime, corrisponde esattamente alle raccomandazioni che abbiamo formulato”. Sono misure “fondatrici che aprono una nuova pagina della storia della Chiesa” e “porteranno sicuramente frutti nei mesi e negli anni che verranno”.

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