Panama: è sempre più emergenza migranti, a gennaio 30mila ingressi. L’azione della Chiesa

È sempre più emergenza migranti a Panama. Se nel gennaio 2022 erano entrate nel Paese più di 5mila persone, finora, nel 2023, ne sono entrate circa 30mila, perlopiù da sud, dalla foresta del Darién al confine con la Colombia. È questa, infatti, la nuova rotta presa sempre più spesso dai migranti venezuelani, oltre che haitiani e di altri Paesi. “Una situazione preoccupante”, ha dichiarato la direttrice generale del Servizio nazionale di migrazione, Samira Gonzaine, nel contesto dell’Assemblea plenaria della Conferenza episcopale panamense. “La migrazione è ormai diventata un affare della criminalità organizzata e i Paesi stanno in qualche modo permettendo che questo traffico di esseri umani avvenga sotto il nostro naso, motivo per cui la discussione su questo tema deve cambiare, perché il 20% della popolazione migrante è costituita da bambini”, la denuncia di Gonzaine.
È stato sottolineato che il sostegno della Chiesa è stato molto importante nella gestione delle crisi migratorie, in particolare con i venezuelani dall’ottobre 2022, fornendo riparo e aiuto burocratico, nel caso di rimpatrio. La responsabile del Servizio migrazione ha ascoltato la preoccupazione dei vescovi panamensi, presentando loro un rapporto aggiornato sulla crisi migratoria a Panama, in particolare sulle persone che vivono per strada o che non hanno potuto continuare il loro viaggio perché le politiche negli Stati Uniti sono cambiate con il Titolo 42, che dà all’Esecutivo il potere di espellere automaticamente gli immigrati privi di documenti, cosa che ha fatto riconsiderare ad alcuni di loro la possibilità di rimanere a Panama.

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