Papa Francesco: all’udienza generale, “far progredire la fede e lo sviluppo umano nei contesti di missione, non trapiantarvi modelli esterni o assistenzialismo”

(Foto Vatican Media/SIR)

“‘Salvare l’Africa con l’Africa’. È un’intuizione potente, che contribuì a rinnovare l’impegno missionario: le persone evangelizzate non erano solo ‘oggetti’, ma ‘soggetti’ della missione”. Così Papa Francesco, riprendendo stamani il ciclo di catechesi “La passione per l’evangelizzazione: lo zelo apostolico del credente” durante l’udienza generale in piazza San Pietro e incentrando la sua meditazione sul tema “San Daniele Comboni, apostolo per l’Africa e profeta della missione”. “San Daniele desiderava rendere tutti i cristiani protagonisti dell’azione evangelizzatrice – ha ricordato -. Con quest’animo pensò e agì in modo integrale, coinvolgendo il clero locale e promuovendo il servizio laicale dei catechisti”. “I catechisti sono un tesoro della Chiesa, vanno avanti nell’evangelizzazione”, ha aggiunto parlando a braccio.
Tornando all’impegno di Comboni per l’Africa, il Papa ha sottolineato che “concepì così anche lo sviluppo umano, curando le arti e le professioni, favorendo il ruolo della famiglia e della donna nella trasformazione della cultura e della società”. “Quanto è importante, anche oggi, far progredire la fede e lo sviluppo umano dall’interno dei contesti di missione, anziché trapiantarvi modelli esterni o limitarsi a uno sterile assistenzialismo! Prendere dalla cultura dei popoli la strada per fare l’evangelizzazione. Evangelizzare la cultura e inculturare il Vangelo. Vanno insieme!”.
Dalle parole del Papa emerge una consapevolezza rilevante: “La grande passione missionaria di Comboni, tuttavia, non è stata principalmente frutto di impegno umano: egli non fu spinto dal suo coraggio o motivato solo da valori importanti, come la libertà, la giustizia e la pace; il suo zelo è nato dalla gioia del Vangelo, attingeva all’amore di Cristo e portava all’amore per Cristo!”. Quindi, la condanna del clericalismo, che rende “soggetti dal collo storto pieni di egoismo e di se stessi”, ha aggiunto il Pontefice, citando Comboni. Infine, la fonte della capacità missionaria che, per Comboni, è  la carità – ha spiegato il Papa -, in particolare “lo zelo nel fare proprie le sofferenze altrui, nel sentirle sulla propria pelle e nel saperle alleviarle, come buoni cirenei dell’umanità”. “La sua passione evangelizzatrice, inoltre, non lo portò mai ad agire da solista, ma sempre in comunione, nella Chiesa”. Con un monito: “Non dimenticate mai i crocifissi della storia e i poveri”.

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